Una ricerca rivela come Stradivari e altri maestri cremonesi alteravano la struttura molecolare del legno

Un nuovo studio ha svelato come Antonio Stradivari e altri liutai cremonesi trattassero il legno utilizzato nei loro strumenti. La ricerca condotta da Hwan-Ching Tai, un team internazionale, ha scoperto tracce di elementi chimici nel legno di abete usato per realizzare i loro strumenti. Il trattamento potrebbe anche aver modificato la struttura molecolare del legno.

Lo studio è stato realizzato utilizzando campioni di legno prelevati da strumenti realizzati da importanti liutai come Stradivari, Guarneri del Gesù e Nicolò Amanti durante precedenti restauri. Il rapporto ha evidenziato che molte tavole armoniche Stradivari e Guarneri appaiono sorprendentemente sottili e leggere per gli standard moderni (meno di 3 mm), e allo stesso tempo sono estremamente resistenti. Ciò suggerirebbe che il legno fosse stato sottoposto in precedenza a una sorta di trattamento.

I ricercatori hanno scoperto che ogni liutaio usava il proprio metodo per trattare il legno. Sui violini Guarneri del Gesù sono state trovate grosse tracce di alluminio (utilizzato anche da Andrea Guarneri). Stradivari usava un trattamento al sale (NaCl) ma Guarneri usava una reticolazione dell'alluminio (allume). Per il trattamento alcalino, Stradivari ha utilizzato il carbonato di potassio (K2CO3/KOH), mentre Guarneri ha utilizzato l'ossido di calcio (CaO). Nicolò Amati usava borace e solfati di ferro, rame o zinco come conservanti biocidi.

I trattamenti chimici eseguiti da Stradivari e Guarneri - si legge nel report - hanno modificato il modo in cui le molecole della fibra di legno sono disposte e legate tra loro. Questa scoperta dovrebbe combattere ogni teoria secondo cui i maestri cremonesi non possedessero segreti di fabbricazione gelosamente custoditi. Il contrasto tonale tra la brillantezza di Stradivari e la sonorità di Guarneri è in parte dovuto a diverse ricette chimiche?