Fabrizio Di Pietrantonio, una storia di arte e liuteria

Toscano ma amante della tradizione cremonese, Fabrizio Di Pietrantonio si è approcciato alla liuteria portandovi anche i suoi studi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Un connubio che l’ha portato a esplorare la produzione di Amati, Stradivari e degli altri maestri con un occhio di riguardo agli strumenti decorati e intarsiati, arrivando poi anche a produrre un violoncello con un bassorilievo dedicato alla Divina Commedia. Aspettando di incontrarlo a Cremona Musica 2022, l’abbiamo intervistato.

 

Maestro, come ha iniziato la sua attività?

Ho iniziato ad apprezzare la musica classica poco più che adolescente e immediatamente sono rimasto affascinato dal suono del violino tanto che ho cominciato a studiarlo (con scarsi risultati devo dire). Con il violino in mano quindi ho cominciato a chiedermi come fosse fatto ed ho trovato un primo maestro con il quale ho costruito i miei primi violini. Qualcosa però mi spingeva ad approfondire, a conoscere i grandi della liuteria, a cercare di capirne i segreti, e durante questo percorso ho incontrato il maestro Roberto Ignesti col quale ho colmato una buona parte delle mie aspettative. Roberto Ignesti è stato allievo di Igino Sderci ed ho avuto così l’occasione di protrarre una scuola che si è sviluppata con la famiglia Bisiach a Milano e protratta con Sderci e Carlo Bisiach a Firenze.

 

Lei ha studiato anche L’Accademia delle Belle Arti a Firenze, come la aiuta questa esperienza nella sua attività di liutaio?

Gli studi all’Accademia delle Belle Arti hanno nutrito la parte di me che è sempre stata attenta alle armonie del disegno, della scultura e della pittura tutte discipline che si trovano all’interno della liuteria. Quindi credo di essere stato agevolato nel comprendere il violino nelle sue forme, nella sua eleganza ed ha comprendere anche le sfumature che distinguono i vari autori sia classici che moderni. Gli studi artistici inoltre mi hanno permesso di affrontare le copie decorate di Amati, ad esempio, realizzando personalmente le pitture e le dorature nonché producendo alcune volte i colori potendo così essere più fedele alla tecnica e al risultato finale.

 

Quali sono le caratteristiche peculiari dei suoi strumenti e a che modelli si ispira?

Rispettando la tradizione della mia scuola e grazie anche ad aver ereditato una buona parte dei modelli e delle forme utilizzate da Sderci ho costruito utilizzando vari modelli: Amati, Guarneri (tutti i componenti delle famiglie) Balestrieri, Camilli, Guadagnini, Gragnani, ma ultimamente mi sto soffermando soltanto su Guadagnini e Stradivari semplicemente perché sono gli autori che preferisco.

 

In passato ha anche replicato un quartetto di Amati che poi è stato esposto a Cremona insieme all’originale, ci può raccontare questo lavoro e questa esperienza?

Il quartetto Amati che ho costruito tra il 2006 e il 2007 è per me motivo di orgoglio: nel 2006 è iniziata la commemorazione della famiglia Amati a Cremona ed io ho immediatamente pensato che avrei dovuto fare un omaggio al capostipite della liuteria. A quel tempo esisteva la Associazione dei Liutai Toscani ed ho quindi proposto ai miei colleghi di fare tutti un omaggio ad Andrea Amati. Trovai molta resistenza,non erano d’accordo, nessuno in quel tempo costruiva strumenti con caratteristiche così diverse da Stradivari, le effe soprattutto con quei fori così grandi in proporzione alle palette così piccole. “Poi chi te lo compra!” Mi dicevano. Ma io non demorsi, ero convinto che si dovesse fare e ad ogni riunione tentavo di convincerli… finché ci sono riuscito! La mostra di tutti gli strumenti costruiti dai liutai toscani in omaggio ad Andrea Amati fu un successo, ma non solo, penso di essere stato il primo a fare una copia del violoncello The King e forse anche degli Amati decorati in genere. Il successo di quella idea ancora oggi è dimostrato dai numerosi liutai, non soltanto toscani ma di tutto il mondo, che ripetutamente copiano quei modelli e quelle decorazioni. Io per la verità, dopo aver copiato pressoché tutti gli Amati decorati e gli Stradivari intarsiati, mi sono dedicato ad altro, volevo fare qualcosa di personale, unico e non copiare i lavori seppur bellissimi dei miei predecessori cosi, recentemente, sempre in tema di omaggi, ho costruito un cello dedicato a Dante Alighieri riassumendo la Divina Commedia in bassorilievo sul fondo dello strumento.

 

Sa già cosa esporrà a Cremona Musica 2022?

Quest’anno presenterò alla fiera un violino dedicato al Senatore Robert Kennedy, fratello del più famoso John F. Kennedy, che consacrò  la propria vita alla ricerca di un mondo più giusto ed equo. Il violino Kennedy verrà donato alla omonima associazione e sarà venduto all’asta che ogni anno la Robert F. Kennedy Italia organizza per trovare i fondi necessari alla propria attività.