L'esordio di Pigini a Cremona Musica 2022

di Salvatore Sclafani

Dal 1946, l’azienda a conduzione familiare Pigini, fondata a Castelfidardo (AN), costruisce fisarmoniche con maestria e passione. In tutto il mondo, uno strumento Pigini è garanzia di affidabilità e qualità nella prassi esecutiva classica, e di versatilità in altri generi musicali.

Abbiamo chiesto a Francesca Pigini, responsabile marketing e sviluppo creativo dell’azienda, quali fisarmoniche stia preparando Pigini per Cremona Musica 2022, ma soprattutto di raccontarci la loro storia.

 

Cosa state preparando per Cremona Musica?

Siamo molto felici di esporre a Cremona Musica: si tratta della nostra prima partecipazione alla fiera. Avremo i nostri migliori strumenti, opere di liuteria realizzate in Italia. Saranno presenti i nostri strumenti di punta: le fisarmoniche Nova e Sirius (a bassi sciolti) e Polaris (standard), ma anche altri modelli.

 

Quali fisarmoniche proponete al pubblico?

Abbiamo due linee distinte: convertor e standard. Nella nostra produzione, un ruolo importante è occupato dagli strumenti con convertitore, a bassi sciolti, destinati ai concerti di musica classica, particolarmente indicati in ensemble con archi o nel repertorio sinfonico. Sono il nostro fiore all’occhiello, fisarmoniche dalla grande versatilità e dal suono rotondo, capaci di rispondere alle esigenze di interpreti di grande livello.

Parallelamente, lavoriamo con cura anche ai modelli standard, adatti ai repertori jazz, pop, country, folk o ad altra musica d’intrattenimento.

 

Come avete iniziato ad approfondire la costruzione di strumenti da concerto?

Mio nonno, Filippo Pigini, e i suoi figli hanno iniziato quest’avventura nel 1946, a Castelfidardo (AN). In un primo momento, producevano strumenti standard; poi, negli anni Settanta, grazie a mio padre, Gino Pigini, è iniziata una collaborazione con grandi insegnanti del Nord Europa, che consideravano la fisarmonica come uno strumento classico, da introdurre nelle orchestre. È stata una fortuna, poiché ciò ha dato all’azienda l’occasione di approfondire le caratteristiche tecniche della fisarmonica classica e contemporanea. È così che Pigini ha perfezionato un nuovo modello di fisarmonica, rivelatosi, poi, la nostra punta di diamante per il futuro.

Si tratta di un percorso andato di pari passo con la presenza sempre più frequente del corso di Fisarmonica nei conservatori italiani. Ormai, questo strumento è uscito dal suo precedente status di cenerentola.

 

Dove si concentra maggiormente il mercato dei vostri strumenti?

Il nostro mercato ha una portata internazionale ed esportiamo il novanta per cento della nostra produzione in tutto il mondo; molta richiesta arriva dall’Europa, come dai Paesi dell’ex-Yugoslavia, ma anche dall’ America e dal Sudafrica. Le nostre fisarmoniche sono un prodotto di nicchia, un gioiello costruito in Italia, a Castelfidardo, e apprezzato su scala internazionale.

Da Copenaghen, ad Hannover, a Parigi, diversi conservatori europei vantano ormai una fisarmonica Pigini nel loro parco strumentale. E molto spesso, inoltre, sono gli stessi giovani studenti a volere un nostro strumento.

 

Perché i grandi artisti scelgono i vostri strumenti?

I modelli consacrati al repertorio “colto” rappresentano una parte fondamentale della nostra storia. È stata una scelta di mio padre e della sua generazione quella di confrontarsi con i grandi didatti dell’epoca, esperti nella prassi esecutiva della fisarmonica classica. Le loro indicazioni sono state fondamentali per apportare delle modifiche migliorative agli strumenti e, in tal senso, l’azienda ha lavorato davvero in anticipo sui tempi: il costante dialogo con interpreti classici ha permesso a Pigini di distinguersi rispetto ad altre realtà. Ci confrontiamo spesso con artisti visionari, interpreti, didatti o compositori con progetti chiari, concreti e lungimiranti, capaci di ispirarci nell’apportare innovazioni originali ai nostri strumenti.

La nostra è una vera passione per l’arte e costruiamo i nostri strumenti animati da questo sentimento, che accompagna il nostro lavoro da più di settant’anni ormai. La nostra azienda conta su un’organizzazione articolata ed efficace, con abili artigiani e personale estremamente specializzato. Inoltre, il mestiere si trasmette di generazione in generazione: nella bottega, gli esperti insegnano ai più giovani a utilizzare i materiali, dal legno al metallo. Sicuramente, questo è uno degli aspetti distintivi di Pigini, un valore aggiunto che ci dà davvero una marcia in più.

 

Che importanza riveste Cremona Musica per la vostra attività?

Da tempo, seguiamo le attività di Cremona Musica per rimanere aggiornati sulle novità del mondo della liuteria e della musica in generale. Visito personalmente la fiera già da alcuni anni e ho apprezzato l’impegno profuso dagli organizzatori far conoscere la fisarmonica. Cremona Musica è sempre stata una manifestazione fondamentale per la liuteria, e noto un’ulteriore crescita che fa ben sperare per il futuro.

Ci sentiamo molto coinvolti in questa nostra partecipazione e vogliamo ricambiare con il nostro impegno l’accoglienza dell’organizzazione, così favorevole e disponibile ad ospitarci. Speriamo di continuare ancora questa collaborazione!