Fa discutere l'esclusione di una violinista russa dal Premio Lipizer

In questi giorni ha creato un certo dibattito sulla stampa italiana la decisione dell'organizzazione del Premio internazionale Lipizer di Gorizia di escludere una violinista russa dalla 41esima edizione del concorso.

La denuncia arriva dalla diretta interessata, Lidia Kochariàn, originaria di San Pietroburgo, ma residente a Bruxelles. La violinista ha scritto su Facebook: "Fantastico! Sono stata informata della mia esclusione. “Nessuna discriminazione”, assolutamente...".

Il riferimento è alla comunicazione arrivata dall'organizzazione del premio, che la informava delle motivazioni dell'esclusione: "Seguendo le disposizioni europee conseguenti alla guerra russo-ucraina, e seguendo l'esempio di altri concorsi Internazionali di varie discipline, siamo spiacenti di informarla della sua esclusione dalla 41esima edizione del Concorso Internazionale di Violino 2022 – si legge nella lettera –. Vogliamo rassicurarla sul fatto che non vi sono discriminazioni contro la singola persona. Confidiamo che le controversie di guerra vengano risolte positivamente il prima possibile e la pace sia ristabilita. Quando succederà, saremo felici di averla nuovamente tra i concorrenti".

La decisione ha scatenato anche le polemiche politiche. Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna (Forza Italia), ha commentato: "Si tratta di una scelta incomprensibile quanto inaccettabile che va contro lo stesso spirito stesso dell'evento che, da sempre, interpreta la musica come strumento di vicinanza fra le genti, di superamento dei confini e di libertà umana e culturale".

Parole simili sono state pronunciate dalla senatrice Tatjana Rojc (Pd): "Stupisce e addolora profondamente che proprio a Gorizia si sia scelto di distinguere gli artisti tra degni e indegni solo sulla base del luogo di nascita o dell'appartenenza nazionale. Confido in un ripensamento. Non ho mai avuto dubbi a scegliere da che parte stare, ma sono pure convinta che le espressioni artistiche e la musica in particolare vadano protette più possibile dall'intrusione della guerra".