Da Cremona Musica allo Chopin Piano Competition: intervista con Leonardo Pierdomenico

di Federico Foglizzo

 

Mentre è in corso il XVIII Chopin Competition di Varsavia, abbiamo intervistato uno dei pianisti partecipanti, Leonardo Pierdomenico, che il 26/09/2021 si è esibito a Cremona Musica all'interno del Fazioli Piano Festival.

 

Che messaggio vuoi trasmettere con la musica di Chopin?

Sicuramente cercare di trasmettere questa idea di umanità chopiniana cioè un mondo fatto di molta sensibilità ma anche di una certa forza, comunque Chopin aveva un carattere molto impetuoso sebbene avesse un fisico fragile… e anche per esempio nelle Polacche si trova questo messaggio di forza intrinseca ma allo stesso tempo di sensibilità e grande umanità in tutte le molte sfaccettature della sua musica.

 

Quanto è importante studiare ed avere confidenza con un pianoforte dell’epoca di Chopin?

Secondo me è molto importante, anche solo per capire a quale velocità vadano suonate certe cose… perché a volte ci dimentichiamo che alcuni pezzi sono stati concepiti su strumenti diversi da quelli che suoniamo noi oggi, quindi non saprei dire se la tecnologia ci aiuti in certe cose o se bisognerebbe non approfittarne troppo.

Ogni tanto suonare su un pianoforte storico secondo me fa bene, anche per recuperare un po' quel senso di fraseggio… poi suonando Chopin su un pianoforte dell’Ottocento come Pleyel o Erard viene anche da suonare in maniera più “rubata” e con un rubato più naturale; è come se questa musica fosse strettamente legata con lo strumento stesso.

Bisognerebbe quindi recuperare questo senso di connessione con lo strumento con cui è stato composta la musica, per esempio suonare Beethoven su un pianoforte storico dà un’idea di quella che poteva essere la sonorità… quindi bisogna fare anche uno studio un po' da detective quando si fa uno studio dell’interpretazione, e credo che oggi avere una prassi storicamente informata sia davvero importantissimo, non si può essere ignoranti in merito a quello che succedeva all’epoca.

 

Si possono riconoscere tratti del carattere e della personalità di Chopin (come persona) nella sua musica?

Secondo me le Mazurke sono la cosa che più identifica Chopin, per questo senso di appartenenza alla pura tradizione polacca e per il fuoco e per il forte carattere intimo, che sono comunque pezzi da “salone” e non sono state pensate per la sala concerto, ma che forse riescono ad esprimere al meglio quella che era la sensibilità di Chopin, che non era abituato ad esibirsi in pubblico nelle sale molto grandi… quindi forse si, nelle Mazurke io credo si possa ritrovare la sensibilità di Chopin.

 

Perché questa musica è ancora attuale nel 2021?

Perché come tutte le musiche d’arte parla di uomini e umanità: racconta la storia e la personalità di persone straordinarie e geniali che hanno vissuto fuori dal tempo… è un pò come leggere i grandi classici come Manzoni o Leopardi… abbiamo bisogno di questi spiriti fuori dal tempo, quasi personalità hegeliane, che in qualche modo fanno progredire l’umanità.