Andrea Schudtz: ispirato da Stradivari, i corpi celesti e gli elementi

La liuteria è una tradizione di famiglia per Andrea Schudtz, che ha scoperto questo mestiere frequentando la bottega del padre, prima di aprire la proria attività. Schudtz si sipira alla tradizione cremonese, ma non solo, come ci ha spiegato in questa intervista, in cui ci anticipa anche cosa porterà a Cremona Musica 2021.

 

Lei è figlio d’arte, ma come è avvenuto il suo avvicinamento a questa professione?

Sono nato e cresciuto nell'ambiente della liuteria e della musica. mio padre era liutaio, mia madre è direttrice di coro. Sono sempre stato sommerso dalla musica. Nella mia vita ha contato molto avere un padre liutaio, che era anche esperto restauratore. Già in giovane età ho cominciato a frequentare la sua bottega. Mi ci portava spesso in bottega, dove mi lasciava imparare l’arte della liuteria, cosi è riuscito a farmi appassionare. Vedevo poi gli strumenti che mio padre portava a casa, perché quando si trattava di strumenti di valore non li lasciava in bottega ed io ne ero incuriosito. In più, frequentando una scuola di musica, ero più vicino alla liuteria.

 

Quali sono le peculiarità del suo metodo costruttivo e dei suoi strumenti?

Non comincio mai uno strumento senza averlo progettato nella mia testa. Innanzitutto ogni violino è unico perché è artigianale. Se dovessero chiedermi di fare uno strumento identico al precedente non ci riuscirei, perché essendo un lavoro manuale non è riproducibile così perfettamente.

La maggior parte dei miei strumenti sono fatti su ordinazione e, prima di iniziare il lavoro, mi confronto sempre con il musicista o in ogni caso con il committente e cerco di capire le sue esigenze; di conseguenza, cerco di realizzare uno strumento ad hoc per le sue necessità.

Realizzo di solito collezioni di massimo dodici strumenti legati da un tema comune. Ogni mio strumento ha un nome e caratteristiche specifiche che rispecchino quel nome o il tema della collezione a cui appartiene. Per esempio, negli ultimi anni sto realizzando una collezione ispirata alle pietre preziose. Ogni pietra ha determinate caratteristiche, e in un certo senso ogni strumento è programmato immaginando quelle caratteristiche.

Presto inoltre la massima attenzione alla qualità del legno, alla sua stagionatura e scelgo finiture di pregio. Ogni strumento è curato fin nei minimi particolari. Naturalmente mi ispiro soprattutto ai modelli della tradizione cremonese, in particolare Stradivari e Guarneri Del Gesù, ultimamente ho costruito una copia di violino Amati decorato, fatto per la Famiglia Reale Francese, ma a tutti questi strumenti dò sempre il mio tocco personale.

 

 

La sua ricerca creativa l’ha portata a realizzare i progetti “Musica delle Sfere” e “Quattro Elementi”. Ce ne può parlare?

Come spiegato precedentemente, i miei strumenti sono raggruppati in collezioni. Solitamente ogni collezione comprende una serie di strumenti legati ad uno stesso tema comune.

I progetti “Musica delle Sfere” e “Quattro Elementi” altro non sono che due delle mie collezioni di cui vado più orgoglioso.

“Musica delle Sfere” è una collezione che comprende una serie di sette strumenti, ognuno dei quali ha un nome che corrisponde al nome dei corpi celesti del sistema solare conosciuti al tempo della nascita della teoria della musica delle sfere: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno. Inoltre, dietro la costruzione di ogni singolo strumento vi è un accurato studio di progettazione e costruzione. All’origine di questo progetto vi sono gli studi di Keplero, Pitagora, Platone, Aristotele, Cicerone, Nicoma, Leonardo da Vinci. Secondo questi pensatori le distanze relative tra i corpi celesti possono essere calcolate usando la matematica, basata sull’armonia musicale e la sezione aurea. Le quattro corde corrispondevano ai quattro elementi: Fuoco, Aria, Terra, Acqua. Questa simbologia, evidente agli autori citati, nel corso dei secoli è stata dimenticata ed io ho ritenuto opportuno riprenderla e rivisitarla in chiave moderna.

“Quattro Elementi” è invece una collezione che comprende una serie di quattro strumenti: una viola, un violoncello e due violini. Ognuno corrisponde ad uno dei quattro elementi: Fuoco, Aria, Terra, Acqua. Anche in questo caso, ogni singolo strumento ha alle spalle uno studio attento e meticoloso per trasmettere l’energia e le caratteristiche dell’elemento da cui prende il nome ed è stato realizzato in base a calcoli complessi e molto precisi. Nulla è casuale. Tutto viene progettato, calcolato e studiato fin nei minimi dettagli seguendo un filo logico ben delineato e una grande coerenza.

 

Lei si ispira molto alla tradizione cremonese, anche negli strumenti che utilizza. Utilizzare strumenti simili a quelli dei grandi maestri, a discapito di una maggiore tecnologia, come aiuta il suo lavoro?

Allora… gli attrezzi utilizzati nella produzione si sono naturalmente evoluti nel corso degli anni, è il metodo di costruzione che è rimasto quello classico del 1700 dei Grandi Maestri della liuteria, che rimangono il faro a cui ispirarsi. Realizzo perciò copie di famosi strumenti, copie più o meno fedeli all’originale, più o meno personalizzate.

 

Qual è l’importanza di Cremona Musica per la sua attività?

Mondomusica è l’evento internazionale principale legato alla tradizione della liuteria cremonese, un’attività tipica e unica al mondo. Ha pertanto senso fare tutto il possibile affinchè questa tradizione sia valorizzata e conosciuta in tutto il mondo e affinchè Cremona resti l'indiscusso punto di riferimento internazionale per tutti. E’ importante esserci proprio per questo motivo, cioè per contribuire al mantenimento e alla valorizzazione di questa tradizione così speciale e unica al mondo.

 

Sa già cosa presenterà a Cremona Musica 2021?

Sto finendo il Quartetto degli strumenti intarsiati; spero di poterlo presentare in anteprima a Mondomusica.