Liuteria Bizzi, ritorno al primo amore

Molti amici di Cremona Musica conosceranno Guido Bizzi come costruttore di tastiere storiche, ma dal 2018 è presente in fiera anche con gli archi della neonata Liuteria Bizzi. Un vero ritorno al primo amore per Guido Bizzi, che negli anni ‘70 aveva fondato la scuola di liuteria di Milano e che oggi ci parla della sua attività, dei suoi segreti, dei suoi consigli.

 

Il vostro nome è storicamente legato alla produzione di tastiere storiche, come avete deciso di lanciarvi nel campo degli strumenti ad arco?

Per la verità non è esattamente vero che la nostra storia sia soltanto legata alle tastiere storiche perché, se ritorniamo all'inizio delle mie esperienze milanesi, e cioè a quando avevo costituito "Il Laboratorio di Strumenti Antichi" nel quartiere dell'isola di Milano, una delle mie prime iniziative era stata proprio nel campo degli strumenti ad arco. Infatti, negli anni 1976/77, io sono stato il fondatore della Scuola di Liuteria di Milano. Fu una avventura straordinaria nata dalla volontà dell'allora assessore Maria Luisa Sangiorgio che appoggiò l'idea di creare una scuola presso Il Laboratorio della via Pastrengo. La scuola fu finanziata dal Comune di Milano per cinque anni quando poi divenne una scuola civica e fu trasferita prima in via di Campo Lodigiano e poi nella sua sede definitiva di via Noto che è anche quella attuale. Allora, io ebbi il piacere e il privilegio di avere come primi professori di costruzione di strumento, Renato Scrollavezza e Luca Primon. Voglio anche ricordare che in quegli anni io conobbi Virginia Villa e la invitai a lavorare con me al Laboratorio dove Virginia iniziò un percorso di grande crescita, prima come direttrice della nostra Scuola fino a raggiungere la sua attuale prestigiosa posizione di direttrice del Museo del Violino di Cremona. Dunque, possiamo proprio dire che gli strumenti ad arco sono stati il primo amore e questo è un ritorno a quella grande passione. Tutto questo è anche raccontato nel nostro sito liuteriabizzi.it che spiega anche come costituita la nostra struttura.


Quali sono state le prime difficoltà che avete incontrato e superato in questi anni?

Devo dire sinceramente che non abbiamo incontrato difficoltà, anzi l'avvio della nostra attività è stato subito molto promettente con riscontri e risultati molto positivi. La mia impressione è proprio che un vantaggio notevole mi derivi dalla mia storia personale degli anni 70 e dalla fondazione della Scuola di Liuteria di Milano. Inoltre, vorrei sottolineare il fatto che Liuteria Bizzi non è soltanto un laboratorio dove si costruiscono gli strumenti ma è una struttura più complessa in cui si trovano figure diverse e fondamentali per il nostro lavoro. Mi riferisco al fatto che, oltre a me e mio figlio Lorenzo, abbiamo cercato attraverso una lunga selezione un Maestro Liutaio che diventasse il responsabile della qualità.  Abbiamo così trovato Milos Seyda la persona con tutte le caratteristiche e la professionalità necessarie. C'è anche un altro tema che non può essere estraneo al nostro lavoro, quello delle valutazioni, dei restauri e certificazione degli strumenti antichi e, anche in questo campo, abbiamo trovato la persona che ricopre questo ruolo importante, Francesco Iorio che è anche violinista professionista e archettaio. Insomma, io credo che in un mondo sempre più globale e competitivo, sia difficile affermarsi in questo campo senza disporre di una struttura di servizi completa e con una dimensione internazionale.

 

Quali sono le caratteristiche peculiari dei vostri strumenti? 

Credo di poter dire che i nostri strumenti siano ben costruiti e ben rifiniti. Cerchiamo infatti di non tralasciare nulla perché ciò che caratterizza uno strumento di qualità è proprio il fatto di essere molto curato in tutti i particolari. Ci sono poi altri aspetti di grande importanza e soprattutto il fatto che, grazie alle altre iniziative di Villa Bossi e soprattutto all'Accademia di alto perfezionamento ( accademiavillabossi.com ), abbiamo intorno a noi grandi artisti e docenti che ci aiutano a comprendere cosa si debba fare per migliorare gli strumenti. Inoltre, desidero sottolineare che, in linea con quella che è sempre stata la specificità della Scuola di Milano, a noi piace fare studi e ricerche sia nel reperimento del legno che nella preparazione delle vernici. Queste sono infatti prodotte da noi e non acquistate sul mercato dove comunque si trovano vernici già pronte e di buona qualità. Anche per quanto riguarda la ricerca del legno, una struttura articolata con la nostra ci ha permesso di individuare le migliori fonti di approvvigionamento.

 

La prima volta avete esposto i vostri strumenti ad arco a Cremona Musica nel 2018, come è stata l’accoglienza in questi anni e quanto vi ha aiutato a farvi conoscere?

Essere presenti a Cremona Musica mi sembra importante per chiunque voglia fare questo mestiere. È stato molto utile esserci nel 2018 così come lo sarà certamente quest'anno anche se non ci aspettiamo di vedere molti visitatori. Infatti, in questa fase della nostra crescita, per noi la cosa più importante è di far capire che cos'è Liuteria Bizzi, proprio perché la nostra struttura e il nostro lavoro sono diversi rispetto alla classica bottega del liutaio che lavora da solo solo e che spera che la sua qualità venga scoperta e riconosciuta. Oggi il termine qualità ha assunto un significato diverso perché è il riassunto di tutto ciò che contribuisce alla creazione di uno strumento, a partire dalla storia personale del liutaio, fino al risultato musicale, passando però attraverso competenze più ampie, una cultura generale profonda e anche, cosa che mi sembra di crescente importanza, la capacità di suonare gli strumenti che si vogliono costruire.

 

 

In una precedente intervista ci disse che la base del saper fare italiano è il lavoro di squadra. Anche nell’attività di liutaio segue questa filosofia?

Sul tema del lavoro di squadra, mi sembra di avere già risposto in precedenza, avendo io sottolineato quanto ciò sia importante oltre al fatto che, per me personalmente, è anche l'unico modo possibile di lavorare.

 

Che consiglio darebbe a un giovane che vuole avvicinarsi alla liuteria?

Ad un giovane che vuole avvicinarsi a questo mestiere consiglierei prima di tutto di puntare alla qualità, che è un prerequisito fondamentale, ma anche di non lavorare da solo confidando sul fatto che prima o poi qualcuno si accorgerà del suo valore. Quindi ciò che veramente mi sento di suggerire è di costituire un gruppo con altri colleghi possibilmente con competenze le più ampie possibile che comprendano la conoscenza delle lingue, la capacità di coltivare le relazioni esterne, il rapporto con professori ed artisti che aiutino a capire se si è o meno sulla strada giusta. Consiglierei anche di specializzarsi nel restauro o quantomeno nelle riparazioni che sono quelle che spesso garantiscono le entrate quotidiane.