Beppe Gambetta in concerto a Cremona Musica con 'Where The Wind Blows (Dove Tia O Vento)'

Il 26 settembre il chitarrista Beppe Gambetta presenterà a Cremona Musica il suo ultimo album, "Where the wind blows (Dove tia o vento)". L'abbiamo intervistato per parlare di questo suo primo lavoro come autore, dell'influenza degli Stati Uniti e della sua Genova e dell'importanza dei viaggi per i musicisti.

 

Per il suo album ha scelto un titolo che unisce inglese e dialetto, come mai? E cosa ci dice questa scelta riguardo il contenuto dell’album?

Il titolo doppio racconta come la multiculturalità sia forse l'aspetto principale della mia arte. Sono sempre stato un artista in viaggio e in tutta la mia carriera ho voluto esprimere poesia sfruttando i linguaggi universali delle culture popolari con cui sono entrato in contatto. In un album tutto di mie composizioni e canzoni è stato naturale esprimermi in italiano, inglese e genovese. Il pubblico di oggi accetta più facilmente i linguaggi diversi e anche nei confronti di un dialetto complicato come il genovese la risposta è profonda: c'è uno stupore per la bellezza assoluta di quel suono poetico e melanconico. I linguaggi diversi hanno anche facilitato l’espressione dei racconti autobiografici del mio lavoro. Molti temi dell’album hanno una forte risonanza con il momento che viviamo: il lamento, l'amore per i grandi vecchi, l'incertezza del lavoro d'artista, la resistenza alle avversità, la speranza identificata nell'alba, la bellezza della propria città, e così via... L'uscita del CD nel pieno del lockdown ha voluto comunque essere un segnale che la musica deve andare avanti nonostante tutto.

 

Per la prima volta incide un album di sue composizioni. Come è stata questa sfida e come è nata l’idea?

Penso che ogni artista debba essere curioso per definizione e continuare ad esplorare nuovi territori. Sono nato artisticamente come chitarrista, poi sono arrivati il ricercatore, il cantante, il compositore, l’arrangiatore, lo “storyteller”, il didatta, il produttore e ora finalmente l’autore di canzoni. Questa maturazione è in linea con il mio percorso ed esprime il mio desiderio attuale di raccontare me stesso. Ho deciso così di scrivere un album di canzoni e composizioni e di registrarlo nel New Jersey (dove vivo e lavoro da più di 10 anni) con artisti della scena di New York usando anche strumenti per me inusuali (chitarra elettrica, glockenspiel...) e sperimentando qualche nuova scelta musicale. L’album è nato con queste novità ed è la continuazione di un percorso di maturazione in cui ho seguito come "faro naturale" l'insegnamento e l'estetica della scuola dei cantautori della mia città. La canzone “Dove Tia O Vento” è risultata poi finalista alle Targhe Tenco insieme a Tosca, Diodato, Rancore e Lariccia.

 

Lei ha viaggiato molto, soprattutto negli Stati Uniti. In un momento in cui gli spostamenti sono limitati, quanto ritiene importante per un musicista poter viaggiare?

Il viaggio e l’incontro, la possibilità di imparare direttamente dalle fonti e raccontare sono sempre stati alla base della mia musica. Lo spirito con cui mi sono mosso è sempre stato quello dell’Ambasciatore d’arte. Questo per me e per tantissimi artisti è un momento di sofferenza non solo economica, ma anche artistica anche se penso che il compito dell’artista sia quello di riuscire a trasformare la sofferenza in bellezza ed energia positiva ed è su questo aspetto che mi sto concentrando. Da questo punto di vista, bisogna guardare l'arresto causato dalla pandemia come un fatto non totalmente negativo: aprirà alcune porte alla solidarietà e alla creatività di qualche artista vero. Chi veramente crede nella propria arte troverà il modo di creare qualcosa di speciale.

 

Cremona Musica è riuscita a garantire la musica dal vivo anche in questo periodo così strano. Quanto è importante per un musicista poter  tornare ad esibirsi davanti ad un pubblico non virtuale?

Sono state inventate molte soluzioni per lavorare e produrre musica a distanza e anche per insegnare virtualmente ma, secondo me, non si può prescindere dall'energia di una platea che ti ascolta dal vivo. Il grande Ezio Bosso tra le sue affascinanti affermazioni diceva che il pubblico è un musicista silente che comunque partecipa all'esecuzione. Lo sforzo di Cremona Musica nel garantire la musica dal vivo è encomiabile e mantiene viva una luce importante in attesa che la musica dal vivo ritorni per tutti e a tempo pieno. È importante che un esempio così bello venga da una città simbolo mondiale della musica come Cremona e sono molto orgoglioso e felice di portare il mio progetto davanti ad una platea competente e in un luogo storico che testimonia anche la nostra bellezza nella storia.