Ciresa, nel regno del legno per liuteria e dell'innovazione

Ciresa non smette mai di stupire i visitatori di Cremona Musica. Dopo le Opere Sonore e il Resonance Piano, stanno lavorando a nuove innovazioni da presentare a Cremona Musica 2020. Al centro del loro lavoro c'è sempre l'abete rosso della Valle di Fiemme, il legno di Stradivari, il loro marchio di fabbrica. Abbiamo parlato con Piera Ciresa e Fabio Ognibeni per saperne di più.

 

Il marchio di fabbrica di Ciresa è l’utilizzo dell’Abete Rosso della Valle di Fiemme, ma utilizzate anche l’Acero della Bosnia. Quali sono le qualità principali e le differenze, anche nell’utilizzo, di questi due legni?

La ditta Ciresa utilizza per la sua produzione di tavole armoniche sia per strumenti a tastiera che a corda solo ed esclusivamente l’Abete rosso della Valle di Fiemme. Ogni pezzo destinato alle tavole da liuteria riporta il marchio Ciresa con indicato l’anno di taglio del tronco e il livello di qualità. Le caratteristiche principali sono la regolarità degli anelli di accrescimento, la fibra diritta, la colorazione chiara e uniforme, la leggerezza e la risposta sonora ricca di armonici naturali, peculiarità peraltro note e riconosciute nell’Abete rosso di Fiemme.

Per quanto concerne invece l’acero, che viene fornito in quantità decisamente minore rispetto all’abete, lo stesso viene da noi acquistato e scelto presso fornitori dei Balcani che possono garantirne l’origine. È noto che l’acero viene utilizzato per fondo, manico e fasce e la scelta deve essere effettuata nella maniera più accurata possibile.

Le caratteristiche primarie sono la marezzatura e la regolarità della fibra, che vengono esaltate dal taglio ideale per il miglior utilizzo costruttivo.

Fondamentale per entrambe le essenze è la stagionatura, che deve avvenire in modo naturale e possibilmente per lunghi periodi, cosa che Ciresa garantisce sempre.

 

Quanto è importante il rapporto con liutai e musicisti nel vostro lavoro?

Il rapporto con i liutai è molto importante sia dal punto di vista professionale che nelle relazioni personali. Una volta che il liutaio ha fatto la sua scelta e ha preso confidenza con il materiale, diventa indispensabile da parte nostra comprendere e supportare le sue esigenze in modo da instaurare una collaborazione basata sulla reciproca stima. Generalmente il liutaio è l’intermediario tra il musicista e chi gli fornisce, come noi, il materiale per la costruzione di uno strumento all’altezza delle aspettative dell’artista stesso.

L’esperienza più appagante per tutti è quando il musicista desidera scegliere personalmente, ma insieme al suo liutaio e con la nostra assistenza, il legno che lui considera ideale per il suo strumento.

 

L’anno scorso i visitatori di Cremona Musica hanno avuto l’opportunità di provare il nuovo Resonance Piano. Come è stata l’accoglienza?

Questa novità assoluta è stata accolta con molta curiosità ed interesse. Ci sono stati rivolti anche molti complimenti inattesi, come quelli del pianista classico Ramin Bahrami che lo ha suonato, dichiarandosi favorevole a questa idea di ponte fra pianoforte acustico e digitale. In azienda crediamo molto in questo progetto e lo strumento ha già dato dimostrazione che la sua versatilità di utilizzo, abbinata alla qualità di suono percepito, sono interessanti e vincenti, grazie anche al costo che è alla portata di molti. Ovviamente Resonance costa di più di un buon digitale, ma vale di più e dà di più. Per soggetti con partita iva abbiamo ora anche il finanziamento rateale in 36 o 48 mesi, cosa interessante per chi, ad esempio, fornisce i service ai concerti, in quanto potrebbe averlo senza un pesante investimento iniziale.

 

State lavorando su nuovi progetti?

Certo, la dinamicità e sviluppo di nuovi prodotti è una delle caratteristiche attuali della Ciresa. Durante i mesi di lock-down dovuti al Covid-19 ho avuto più tempo da dedicare alla progettazione del nuovo modello di Resonance. Stiamo preparando il modello verticale, piccolo e leggero, che vorremmo proporre al mercato ad un prezzo più contenuto. Il nostro intento è di realizzare uno strumento che pesi meno di 50 kg, possa essere caricato in macchina con i sedili abbattuti, ma dotato di voce potente e naturale con la sola tavola armonica, senza altoparlanti di alcun genere, come il Resonance a coda.

Forse lo presenteremo a Cremona in fiera, ma siamo sul filo del rasoio con i tempi…

 

L’anno scorso avete concluso il progetto di crowdfunding “Salviamo il legno di Stradivari”. Come è stato l’esito?

L’iniziativa di crowdfunding avviata dopo il disastro della tempesta Vaia del 2018 si è conclusa con un esito che è andato oltre ogni nostra aspettativa. I nostri supporters, che hanno spaziato dai turisti affezionati alla Valle di Fiemme, agli amanti della musica, ai liutai sia hobbisti che professionisti, ma anche molte persone comuni sensibili al tema, ci hanno dimostrato che l’appello per salvare il legno di Stradivari è stato compreso e condiviso.  

Abbiamo avuto 910 adesioni che ci hanno permesso di finanziare gran parte della raccolta e prima lavorazione di taglio del prezioso materiale di abete di risonanza, indispensabile per garantire continuità alla musica del futuro. L’azienda manterrà l’impegno preso con la restituzione del capitale prestato ai sottoscrittori secondo i tempi stabiliti.

 

Che opportunità offre Cremona Musica alla vostra azienda?

Cremona Musica è per la nostra azienda un appuntamento importantissimo perché ci offre l’opportunità di incontrare i nostri abituali clienti, di conoscerne di nuovi e di dare la possibilità a coloro che non hanno modo di venire in azienda di visionare ed acquistare il nostro legno. Inoltre speriamo che diventi una vetrina importante anche per proporre e far provare dal vivo gli strumenti innovativi che abbiamo creato. Essere i primi al mondo non è mai facile, però è entusiasmante e gratificante.