Il piccolo principe della tastiera

Suona il pianoforte da quando aveva sette anni, Matteo Pomposelli. Ora ne ha quattordici ed è un “piccolo principe” della tastiera, pronto a conquistare palcoscenici e platee nel mondo. È romano (e romanista), vive nel quartiere di Quarto Miglio sull’Appia Nuova con la famiglia. E' cresciuto a pane, sport e musica. «All’inizio facevo tanti sport - racconta al Messaggero - Calcio, nuoto, tennis, e anche lezioni di piano. Ad un certo punto ho dovuto scegliere, erano troppe attività. Non ho avuto dubbi: ho scelto la musica». Oggi studia fino a nove ore al giorno. 

Accanto al capitano Francesco Totti i suoi miti sono Rachmaninov, Chopin, Haydn. A dieci anni il suo primo concerto da solista presso la Sala Baldini di Roma, e due anni fa è stato applaudito alla Carnegie Hall di New York. 

Le dita di Matteo Pomposelli volteggiano sui tasti, piroettano come in una danza, a tratti scalpitano, poi si placano quasi ad accarezzare le note. Si divide tra Roma e la Puglia. A Quarto Miglio frequenta il liceo linguistico, ma dal giovedì si trasferisce a Trani per seguire le lezioni presso l’Accademia European Arts Academy Aldo Ciccolini. «La musica è un’arte, può piacere o no. Per me è un modo di essere al mondo». Eppure, c’è sempre un pizzico di ansia dietro l’angolo: «Quando ho un concerto sono sempre molto teso all’inizio. Poi, appena mi siedo e poggio le mani sulla tastiera, mi tranquillizzo e mi concentro. E inizio. Vivo».

Il momento più emozionante? «Il mio primo concerto da solista con un’orchestra: è stato al Teatro Argentina». Quattro anni da professionista, come cambia il tempo per Matteo? «Si cresce e c’è un’evoluzione per tutti. Si cresce nella modalità musicale, nella concentrazione, nella sensibilità e nella tecnica. Per me crescere significa continuare a suonare da professionista, andare in giro per il mondo, fare concerti ed esprimere il mio modo di fare musica. E un giorno, magari, insegnare». E per carnevale, quale può essere una maschera preferita, Beethoven o Darth Vader? «Se Darth Vader suonasse il pianoforte, non avrei dubbi».

fonte: Il Messaggero