Rucli: "Il recupero della figura di Adaïewsky ha avuto un esito clamoroso"

di Francesco Bruno

Andrea Rucli è un pianista impegnato specialmente nella musica da camera che da alcuni anni si dedica con risultati eccellenti alla riscoperta della figura di Elisabeth von Schultz “Adaïewsky”, un importante personaggio della storia della musica della quale egli eseguirà per Cremona Muisca alcuni Lied con Cristina Del Tin.

 

Ella Adaïewsky è stata per molti anni una figura completamente dimenticata della storia della musica ma grazie ai vostri studi ed alla vostra dedizione questa artista e studiosa è riemersa ed oggi sta lentamente venendo riscoperta. Com'è venuto a conoscenza di questa figura?

L'Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale del Friuli, di cui sono il direttore artistico dal 2006 sta recuperando da un oblio totale, con esiti clamorosi nel campo dell'etnomusicologia, il repertorio e gli scritti editi e inediti di Elisabeth von Schultz “Adaïewsky”. Io trovai nella biblioteca degli appunti in uno scartafaccio degli anni 70 raccolto da Piero Pezzè, un ottimo compositore udinese morto nei primi anni 80, mentre cercavo repertori nuovi di autori regionali. A questo primo stadio di recupero si aggiunse l'incontro con Renate Heusken, musicologa tedesca che aveva dedicato la sua tesi alla compositrice morta in Germania. Quindi possiamo dire che al di fuori del nostro lavoro la Adaiewsky era sconosciuta al 100% come compositrice, mentre c'erano delle tracce di memoria nel mondo dell'etnomusicologia, ma si trattava invero solo della punta di un iceberg rispetto a ciò che è emerso in questi 13 anni.

 

Cosa la affascina in particolare della Adaïewsky musicologa?

Non esitiamo a definire clamorosi gli esiti sul recupero del suo lavoro di etnomusicologa. Gli albori di una scienza che nel 1883 ancora non esisteva si spostano di 20 anni indietro e vedono la loro nascita in Italia, con il suo trattato scritto attorno alle tradizioni musicali della Val Resia, valle ai piedi del monte Canin, e al confine con la Slovenia. È un primato che togliamo a Béla Bartók, che fece un lavoro analogo in Ungheria, ma appunto, 20 anni dopo. Il suo rispetto e amore verso il popolo e la sua espressione è sempre toccante.

 

E riguardo alla sua attività da compositrice?

L'Adaiewsky fu un'ottima pianista, ricercatrice, animatrice culturale, critica, saggista e compositrice. È la figura globale di donna emancipata e coltissima, virtuosa del pianoforte sì, ma anche ricchissima di interessi e di rispetto per la produzione popolare che mi affascina. La sua opera di compositrice deve essere vista e letta in quest'ottica.

 

A Cremona Musica eseguirà i 24 preludi per voce e pianoforte. Come mai questa scelta?

I 24 preludi su testi del nipote Benno Geiger sono a mio avviso il suo capolavoro. Tutti i suoi variegati interessi trovano una personalissima sintesi in questo esteso ciclo, che non esito dire che possa avere uno suo posto di tutto riguardo nella serie (per nulla vasta) dei grandi cicli liederistici. Eseguiremo il Primo libro, tutti i 24 infatti durerebbero l'intero incontro (44 minuti circa)

 

Sempre con Claudia Grimaz ha già registrato questi 24 preludi per la Dynamic, com'è nato questo duo e questo progetto?

Purtroppo, Claudia non potrà essere a Cremona e sarà sostituita dalla giovane Cristina Del Tin, che si è tuffata con entusiasmo in questi ultimi 20 giorni nella musica di zia Ella, come affettuosamente chiamiamo l'Adaiewsky. Essendo la prima registrazione mondiale abbiamo privilegiato con Claudia, che abita a Udine, un lavoro introspettivo e di approfondimento, potendo con tranquillità montare i numerosi Lieder. È ora mia intenzione, dopo questi 10 anni di scavo interpretativo, affrontare una nuova registrazione con una cantante madrelingua.