Scrollavezza e Zanrè, la tradizione di Parma nel XXI secolo

Scrollavezza e Zanrè è un laboratorio di liuteria con una grande tradizione, guidato da Andrea Zanrè ed Elisa Scrollavezza. Renato Scrollavezza, il loro maestro nonchè padre di Elisa, è colui che ha riaperto la scuola di liuteria di Parma. In attesa di vederli nuovamente a Cremona Musica, abbiamo parlato con Andrea Zanrè per scoprire di più sui loro strumenti e sulla loro filosofia.

 

La vostra filosofia è costruire strumenti moderni che siano all’altezza di quelli del passato. Quali sono i segreti per creare strumenti paragonabili a quelli dei grandi maestri?

La domanda capita molto a proposito perché proprio a Mondomusica presenteremo un nuovo volume da noi edito che si intitola “I Segreti di Sgarabotto”. Come spiegano i due liutai che fondarono la Scuola di Parma nel 1929 (e come precisò anche Simone Fernando Sacconi nel suo testo “I Segreti di Stradivari”), in realtà non esiste alcun segreto per realizzare strumenti al livello dei grandi della Cremona classica. Quel che è necessario è invece approfondire continuamente lo studio delle tecniche e del gusto della liuteria italiana storica, avendo coscienza comunque che stiamo creando strumenti nel XXI secolo che devono rispondere ai gusti e alle richieste dei musicisti di oggi.

 

Quali sono le peculiarità della scuola parmense di liuteria che si ritrovano nei vostri strumenti?

La Scuola di Parma festeggia nel 2019 il novantesimo anniversario dalla sua fondazione. Essa fu attiva dal 1929 al 1936 sotto la guida di Gaetano e Pietro Sgarabotto, e i corsi furono poi riaperti nel 1975 da Renato Scrollavezza, il nostro maestro. Da vari anni siamo inoltre attivi come insegnanti nella stessa istituzione. In sintesi diremmo che la peculiarità della liuteria parmense è quella di rifarsi ai grandi maestri del Novecento storico: oltre a Sgarabotto, naturalmente, anche allo stile della liuteria milanese degli Ornati e Garimberti, oltre a quella emiliana in genere.

 

Voi siete anche dei restauratori: quali sono gli interventi più comuni che vengono richiesti?

Il nostro studio effettua di norma un intervento di restauro principale durante l’anno (della durata di vari mesi) e numerosi interventi di routine per ovviare a problematiche minori o sulla messa a punto acustica. Il resto del tempo è dedicato alla realizzazione di strumenti nuovi.

 

Quali precauzioni occorre prendere per conservare al meglio uno strumento?

Il consiglio principale è quello di tenere sempre lo strumento protetto dalle variazioni climatiche, specialmente dai cambiamenti da un’atmosfera umida a una più secca. Per il resto è bene attenersi alle normali norme di buon senso, non pulire mai lo strumento con prodotti che abradono la vernice originale o si accumulano su di essa e rivolgersi di frequente a uno studio specializzato per il mantenimento delle migliori condizioni di conservazione.

 

Qual è l’importanza di Cremona Musica per la vostra attività e cosa vi aspettate dalla prossima edizione?

Abbiamo da molti anni superato il 10° anniversario della nostra abituale partecipazione a Cremona Musica, che è sempre un’occasione per rinnovare i rapporti con la nostra clientela in Italia e all’estero ed esporre strumenti antichi di pregio e la produzione del nostro studio.