Kremer, come la giusta vernice cambia il suono del violino

La verniciatura e lo strato di fondo sono importanti non solo per l’aspetto degli strumenti musicali, ma anche perchè hanno un impatto sul legno, condizionano la trasmissione del suono e cambiano lo sviluppo armonico e l’intensità. Kremer Pigmente GmbH & Co. KG ha prodotto pigmenti per artisti, artigiani e restauratori per decenni, in modo da garantire il miglior aspetto e il miglior suono ai violini, sia antichi che moderni. Mentre si stanno preparando al prossimo Cremona Musica (dal 28 al 30 settembre), David Kremer ci spiega come l’azienda tedesca è nata e come il loro lavoro è cambiato negli anni.

 

Come è partita la vostra azienda?

Nel 1970 il chimico Dr. Georg Kremer ricevette una richiesta da un amico restauratore inglese. Stava cercando lo “smalt”, una tonalità di blu intenso fatto da un vetro contenente cobalto, introvabile a quel tempo. Un pigmento già usato dagli antichi Egizi, che ha avuto anche un ritorno in uso durante l’era barocca. Dopo lunghe ricerche, George Kremer riuscì a riprodurre la ricetta dello storico vetro blu. Questo lavoro pose le basi per la nascita della sua impresa personale, fondata nel 1977, a Rottenburg am Neckar, in Germania. Ancora oggi la ricerca e la produzione di vecchi pigmenti dimenticati permette al Dr. Kremer di conciliare la sua conoscenza della chimica e la sua passione per la storia. Dopo due anni producevamo già oltre cento pigmenti diversi. La crescita della domanda internazionale ci ha permesso di uscire dalla nicchia ed espanderci. Nel 1984 il fondatore acquistò un vecchio mulino a Aichstetten, nella regione tedesca dell’Algovia. La struttura venne trasformata in un Mulino di Colori, dove stabilimmo la produzione, il magazzino, la vendita e la sala espositiva. Altre succursali sono state fondate nel 1982 a Monaco di Baviera e nel 1985 a Stoccarda. Dopo la fondazione di Kremer Pigments Inc. nel 1989 a New York l’azienda di famiglia ha rafforzato la sua presenza internazionale aprendosi al mercato americano dei pigmenti per artisti e restauratori.

 

I vostri pigmenti vengono usati in diversi campi. Quali sono i requisiti richiesti dai liutai?

La trasperenza e, relativamente agli Stradivari e gli Amati, la correttezza storica.

 

Come si è evoluta la creazione dei pigmenti per violini dai tempi di Stradivari ai giorni nostri?

Nel 17esimo e 18esimo secolo era estratti da piante e insetti, quindi la resistenza alla luce era limitata. Oggi i pigmenti sintetici (ad esempio il “Giallo indiano”) hanno una resistenza eccellente.

 

 

Ci può spiegare l’importanza dei pigmenti per il suono dei violini?

Lo strato di fondo e la verniciatura hanno un impatto sull’elasticità del moduli elastici del legno, così come sull’impedenza della trasmissione del suono. Influenzano anche lo sviluppo armonico e l’intensità. L’effetto visivo della verniciatura è particolarmente interessante quando si suona lo strumento sotto i riflettori.

 

Sarete presenti come espositori a Cremona Musica 2018: cosa vi attrae della nostra fiera e cosa vi aspettate dalla prossima edizione?

Siamo orgogliosi di essere stati parte di questa fiera per oltre vent’anni. Negli anni abbiamo stabilito relazioni commerciali durature con professionisti internazionali. Ora vogliamo mantenere i contatti sul campo, ma anche farci conoscere da nuovi clienti.