Come un violista diventa un grande archettaio: la storia di Walter Barbiero

Walter Barbiero oggi è uno dei più importanti archettai contemporanei, ma ha iniziato la sua carriera come violista. Poi si è trasferito in Francia a studiare, ha aperto la sua bottega in Italia ed ha iniziato a lavorare con alcuni dei più grandi musicisti di oggi. In vista di Cremona Musica, dove è un ospite immancabile, ci racconta la sua storia e i suoi progetti in questa intervista:

 

Walter Barbiero, Lei è anche un violista professionista di successo: può raccontarci come ha iniziato a produrre archi, fino a diventare uno dei più apprezzati archettai contemporanei?

Mi sono avvicinato a questo mestiere costruendo prima un violino, poi provando a costruire anche un arco. Questa cosa mi ha affascinato molto di più. Al tempo lavoravo in orchestra a Bolzano, e quindi ho iniziato a fare qualche lavoro di manutenzione per il mio arco, ma ad un certo punto ho dovuto decidere cosa fare. Ho quindi cercato una scuola per imparare, mi sono licenziato e sono andato a Parigi, dove ho incontrato Nelly Poidevin e ho conosciuto anche Christian Barthe. Dopo due anni sono tornato a casa, ho messo su famiglia, e ho aperto la bottega nel 1997. Il primo arco l’ho costruito nel 1996, e l’ha preso un mio collega violinista Vinicio Marchiori. Ne era molto contento e quindi mi ha incoraggiato ad andare avanti. Comunque suono ancora, anche se solo per passione.


Come mai si è appassionato agli archi?

Perchè nessuno dà così tanta importanza all’arco come allo strumento, invece è una parte fondamentale, è un prolungamento del braccio. Poi la lavorazione è affascinante, l’arco è composto da più tipi di legno, c’è da trattare i metalli, l’oro, l’argento, la madreperla, l’avorio… volevo veramente capirne di più.

 

 

Quanto conta per Lei il rapporto con i musicisti nella costruzione dei Suoi archi? Ci sono strumentisti con i quali collabora strettamente per lo sviluppo dei Suoi archi?

E’ fondamentale, è il musicista che ti fa crescere e ti fa capire tante cose. Ti dice cosa manca nell’arco e cosa va migliorato. La costruzione di un arco insieme al violinista, come nella tradizione francese, dà risultati molto migliori. Lavoro con molti musicisti, come Mario Brunello, Uto Ughi, Danilo Rossi, Isabelle Faust... che sono diventati anche amici.

 

Lei costruisce sia archi moderni, sia archi barocchi e medievali. Può illustrarci le differenze che ci sono nella costruzione e nella produzione del suono tra queste diverse tipologie di archi?

Per diventare un archettaio moderno credo che sia una tappa obbligatoria imparare a fare prima quelli antichi, per capire l’evoluzione degli strumenti, la transizione delle curve, dei modelli, dei pesi, dei bilanciamenti... Parlo anche da musicista, è importante capire queste cose, perché l’archetto deve funzionare sempre. La mia fortuna è che, essendo musicista, posso capire come modificarlo in corso d’opera.

 

Lei è ospite regolare di Cremona Musica: cosa La porta ad esporre a Cremona Musica, e quali sono le Sue aspettative per la prossima edizione?

Credo moltissimo in Mondomusica, perché è la più bella fiera di quelle che faccio. Io frequento anche altre fiere internazionali, come Tokyo, Shangai, il VSA, ma Cremona è unica per l’attenzione che dà alle lavorazioni artigianali. Fortunatamente i musicisti sanno apprezzare gli strumenti d’alta qualità. Vengo a Cremona Musica da 15-16 anni perché per vivere tutto quello che la fiera porta in città bisogna esserci dentro, non basta avere la bottega in centro. Cremona Musica ti dà una visione completa di cosa succede in questo campo, e poi, mentre altre fiere simili sono in difficoltà, Cremona continua a crescere e diventa sempre più importante. Devo molto a Bogaro e Clemente di Monfalcone, con cui ho lavorato, per avermi insegnato a partecipare alle fiere e come muovermi.

 

Ha dei prodotti in particolare su cui sta lavorando attualmente e che conta di presentare a Cremona?

Ogni anno preparo un quartetto in argento e uno in oro, ho già iniziato a scegliere il legno e mi sto portando avanti col lavoro. Poi porterò gli archi barocchi e qualche modello nuovo.