Il liutaio cremonese Massimo Negroni alla ricerca di nuovi modelli

Massimo Negroni, ha deciso che sarebbe diventato liutaio quando da bambino guardava gli strumenti in teatro, dove lavorava il padre. Ora ha una celebre bottega a Cremona, dove lavora insieme al figlio. Da sempre presenza fissa di Cremona Musica, Negroni offre una linea di modelli in puro stile cremonese, rifacendosi ad una tradizione che, dopo anni di ricerca, ritiene insuperabile. In questa intervista ci ha raccontato di più sul suo lavoro.


Può raccontarci come è nata in Lei la passione della liuteria?

Grazie a mio padre, perché mio padre lavorava in teatro come tappezziere nei teatri e montava le scene delle opere. Sin da piccolo ascoltavo il Rigoletto e la Traviata e guardavo questo golfo mistico, la buca, e tutti quegli strumenti, e quindi sin da bambino pensai ‘da grande farò il liutaio’, come è poi stato.


Quando costruisce un nuovo violino, ha già in mente il suono che esso avrà, o esso prende forma man mano che la costruzione procede?

Magari fosse così... ci sono troppi elementi da mettere insieme, poi non penso neanche che esista un suono ideale. Occorre valutare ogni pezzo singolo e poi dare allo strumento il miglior suono possibile man mano che si va avanti nel lavoro.


Quali sono i tratti salienti comuni ai grandi violini della scuola cremonese, perpetuati anche nei Suoi strumenti?

Prima di tutto i modelli. I modelli che sono elementi importantissimi, ma anche la scelta del materiale, la stagionatura e la verniciatura. Ognuno ha un proprio stile, ma la mia linea è pura cremonese. Personalmente mi piace produrre da solo tutti gli elementi del violino, compresa la colla e la vernice. Proprio la vernice mista credo sia uno dei miei punti di forza.


È ancora possibile innovare nella costruzione dei violini, o i modelli di Guarneri e Stradivari rimangono ancora oggi i riferimenti assoluti?

Io sono anche insegnante alla scuola di liuteria, dove abbiamo fatto diversi studi per trovare un’alternativa, ma sono stati un buco nell’acqua. Quindi per ora andiamo avanti con i classici, che per il momento sono insuperabili. Però ci abbiamo provato. Ad esempio abbiamo provato a lavorare sulla posizione e lo sviluppo della catena, su certi spessori, soprattutto nel violoncello per i battimenti, per la nota del lupo. Abbiamo sviluppato modelli alternativi… ma sempre con risultati negativi. Il modello classico rimane sempre un’icona e insuperabile. Io ormai non sono più giovanissimo, spero che i giovani avranno più fortuna di me in questa ricerca.


Quanto influisce il rapporto personale con i violinisti nel suo lavoro?

Tantissimo. Io ho imparato moltissimo dal confronto con i musicisti, soprattutto su come lavorare sulle parti parti dello strumento che sono a contatto con il violinista stesso, il manico, i piroli, il ponticello, l’anima… E’ fondamentale capire cosa vogliono i musicisti, e da questo punto di vista ho avuto la fortuna di lavorare con tante orchestre italiane e internazionali.

 

Che consigli darebbe ai violinisti per mantenere al meglio il loro strumento?

Intanto occorre una maggiore educazione alla manutenzione ordinaria. Alcune cose da cui partire sono pulire quotidianamente lo strumento dopo ogni utilizzo, raddrizzare perfettamente il ponticello ogni volta che si accorda, montare le corde nel modo corretto, fare attenzione ai tiracantini, quindi smontarli e rimontarli, e poi mettere la pasta ai piroli. Si tratta di una manutenzione che deve essere quotidiana, ma che spesso i musicisti non fanno, creando problemi allo strumento su cui poi tocca al liutaio intervenire in maniera pesante. Con la scuola di liuteria stiamo cercando di educare i musicisti a questo tipo di manutenzione.

 

Lei è da molti anni presente a Cremona Musica. Cosa rappresenta per Lei Cremona Musica e quali sono le opportunità offerte dalla fiera per i liutai cremonesi che vi partecipano?

Io ho principato a Mondomusica la prima volta quando ancora non si chiamava così, nel 1981. Secondo me è vetrina eccezionale, tant’è che ci imitano ovunque nel resto del mondo. E’ un occasione unica per fare la conoscenza dei musicisti, dei commercianti, per confrontarsi, per entrare in contatto con altre aziende… soprattutto per i giovani è importante.