Beltuna Accordion, l’innovazione al servizio della qualità

di Ruben Marzà

 

La storia di Beltuna Accordion ci viene presentata da Francesco Mengascini, figlio del fondatore Arnaldo; una storia di passione e coraggio, tradizione e innovazione, che quest’anno per la prima volta troverà spazio a Cremona Musica con novità di grande interesse per il mondo della fisarmonica.

 

Com’è nata Beltuna Accordion?

L’azienda è stata fondata nel 1982 – proprio quest’anno festeggiamo i nostri primi 40 anni – da Arnaldo Mengascini e Elio Baldoni. Mio padre ha subito saputo darle un’impronta fortemente innovativa: per prima cosa introdusse una tecnica di verniciatura (fino ad allora si utilizzava il legno ricoperto di celluloide) che rimane uno dei nostri punti di forza. E questa curiosità l’ha trasmessa a tutti noi: nel corso degli anni abbiamo prodotto numerosi brevetti nel campo del suono come della meccanica, abbiamo realizzato fisarmoniche leggerissime in legno e fibra di carbonio, e addirittura un’innovativa movimentazione elettromeccanica gestita da un software, ma sempre con suono rigorosamente acustico.

 

Come siete riusciti a coniugare tradizione e innovazione?

Siamo un’azienda giovane rispetto a molti competitor di Castelfidardo, che possono vantare anche un secolo di storia. Quindi è stato importante per noi avere degli argomenti che ci differenziassero, una nostra sonorità e quindi una nostra identità; tratto peculiare dei nostri strumenti è anche la veloce risposta del suono, molto pronto e reattivo. Tutte caratteristiche che ci hanno permesso di emergere e creare un marchio sinonimo di alta qualità.

 

Tra le mille anime della fisarmonica (popolare, jazz, classica…) quale assecondate maggiormente?

Serviamo tutti i mercati, vantaggio e merito dei nostri strumenti è proprio la versatilità del suono. Apportando i dovuti accorgimenti a livello di accordature e di timbriche, con le nostre fisarmoniche si può davvero fare di tutto.

 

Cosa vi aspettate dall’esperienza di Cremona Musica?

Sarà il nostro primo anno da espositori. Di recente ho riscontrato un bell’entusiasmo da parte di Cremona Fiere nel coinvolgere il mondo della fisarmonica, e questo non può che farci piacere. Cremona e Castelfidardo sono simili, da certi punti di vista, entrambe si distinguono per una produzione di qualità riconosciuta in tutto il mondo; e la fiera è un’occasione importante per fare sinergia, specialmente oggi che molti eventi analoghi vanno sparendo, un momento di incontro prezioso per musicisti e appassionati.

 

Si tratta anche di un contesto dal respiro profondamente internazionale. Come si sta muovendo il mercato della fisarmonica?

La nostra azienda vende un po’ in tutto il mondo, per quanto l’Europa resti sicuramente il mercato principale; c’è molto interesse anche da parte degli Stati Uniti, e il mercato asiatico è in continua crescita. Certo, parlando di prodotti di alta qualità dal costo non certo irrisorio, certi contesti sono penalizzati dai prezzi alti e da tasse d’importazione davvero troppo protettive. Il maggiore produttore al mondo per quantità è la Cina, ed è un bene che sul mercato ci siano prodotti a basso costo, è un modo per avvicinare tanti giovani allo strumento; in Italia tendiamo a guardare ai professionisti e all’alta qualità.

 

Cosa presenterete a Cremona?

Avremo fisarmoniche per tutti gli stili, dalla world music al folk, ma anche il nostro Grand Convertor per la classica. Ma soprattutto ci tengo a menzionare la novità di quest’anno, il Matrix, un’evoluzione del Grand Convertor che permetterà alla fisarmonica di fare cose mai sentite prima… Impossibile descriverlo a parole, vi invitiamo tutti a Cremona per scoprirlo di persona!