Elia Cecino: "Suonare Chopin per me significa far interrogare le persone sui sentimenti più pronfondi"

di Federico Foglizzo

Giovane pianista italiano nato nel 2001, Elia Cecino ha partecipato a Cremona Musica con un recital di pianoforte tenuto nella “Sala Cristofori”, stand di “Steinway and Sons” e “Passadori Pianoforti”, il 24 settembre. In quell'occasione l'abbiamo intervistato, parlando della sua visione della musica su Chopin.

Il 9 aprile 2021 è uscito il suo disco: “Chopin: Sonata No. 2 Op. 35 and other Works”.

 

Che messaggio vuoi trasmettere con la musica di Chopin?

Cerco sempre di personalizzare i suoi ideali e le caratteristiche presenti nella sua musica “interpretando me stesso”, dando la possibilità a chi ascolta di interrogarsi su loro stessi, sull’umanità e sui sentimenti più profondi dell’animo umano. Quindi cerco sempre di esprimere la mia persona (di giovane ragazzo e giovane pianista) e cerco di assimilare gli input che mi da la vita per dare una “forma” tramite il suono.

Gli ideali di Chopin erano sicuramente ideali di giustizia, libertà oltre che il racconto di una vita, che chiaramente sono tutti concetti molto attuali.

Quando suono, io stesso devo esprimere ciò che Chopin aveva in mente e ciò che viveva.

 

Quanto è importante studiare ed avere confidenza con un pianoforte dell’epoca di Chopin?

È molto utile (non solo per Chopin ma in generale per ogni compositore). Nello specifico, per Chopin trovo molto interessante la diversità del suono e del come si possono utilizzare i pedali, quindi è fondamentale la conoscenza degli strumenti che si utilizzavano a quell’epoca. Chiaramente ci sono dei tratti che oggi possono sembrare “limitati”, che però danno un’idea concreta di quello con cui lui si doveva confrontare ogni giorno.

Ovviamente, la sua musica andava oltre alle possibilità degli strumenti ed è bello riuscire a conciliare le due prospettive.

 

Si possono riconoscere tratti del carattere e della personalità di Chopin (come persona) nella sua musica?

Sicuramente, specialmente nel periodo romantico gli autori davano la loro interpretazione della loro vita e quindi quando suono Chopin penso a quelle che erano le sue emozioni, perché ovviamente non si può stravolgere il linguaggio di un compositore. Bisogna essere a conoscenza che lui fu un uomo a tratti tormentato dalle varie vicende che gli sono accadute e quindi cerco di renderle mie senza inventarmi nulla di “costruito". Il traguardo finale è sempre renderle in maniera nobile.

Chopin è stato anche un grande compositore per quanto riguarda la “forma” dei pezzi: è molto equilibrato e quindi cerco di inserire tutto questo in un’interpretazione.

 

Perché questa musica è ancora attuale nel 2021?

Semplicemente Chopin analizza e mostra i vari stati dell’animo umano, il quale è sempre attuale, nel senso che siamo umani. La persona nei secoli è cambiata ma le emozioni dalla sua epoca ad oggi sono sempre vere, infatti è stato il primo che le ha portate alla luce e che ha dato spazio all’interiorità, quindi penso che possa aiutare sia chi suona ma anche chi ascolta nelle proprie vite e nella propria realtà.