Samuel Peguiron, la conoscenza delle materie prime e l'esempio della liuteria cremonese

La perfetta conoscenza delle materie prime è un punto chiave nell'arte della liuteria, per ottenere un suono perfetto. Il liutario Samuel Peguiron lo sa perfettamente, e anche per questo utilizza li stessi legni dal 1982. Per conoscere meglio il suo lavoro, in attesa di incontrarlo a Cremona Musica a settembre (24-26/11), l'abbiamo intervistato.

 

Come hai iniziato la tua attività?

Dopo le scuole superiori ho iniziato un apprendistato alla scuola di liuteria svizzera, dove ho trascorso quattro anni fra il 1976 e il 1980. Poi mi sono trasferito in Olanda, dove ho continuato il mio percorso con il Maestro Willem Bouman, a L'Aia. Era un liutaio e un archettaio molto rinomato, e ho imparato molto da lui. Ho anche avuto l'opportunità di incontrare molti bravi musicisti e di vedere molti strumenti d'altissima qualità. Dopo il mio diploma, nel 1985, ho creato il mio laboratorio a Nancy, dove lavoro ancora oggi.

 

Quali sono le particolarità e i punti forti dei tuoi strumenti?

Ho trovato dei legni molto buoni già nel 1982 (sia abete che acero), quindi produco tutti i miei strumenti con lo stesso legno, dalle eccezionali qualità tonali. Conoscere alla perfezione le proprietà dei materiali mi permettete di ottenere un risultato migliore. Inoltre produco da solo la mia vernice a olio. Molte persone dicono spesso che i miei strumenti suonano in modo leggermente diverso dagli altri. Alcuni dei miei migliori strumenti sono in mano a musicisti di altissimo livello da tutto il mondo: Jean Christophe Spinosi (Ensemble Mateus), Zbigniew Kornowicz (Joachim Quartett), Pr. Hekun Wu (East Shanghai Normal University)...


A quali tradizioni liutarie di ispiri nel tuo lavoro?

La mia unica e vera fonte di ispirazione è la tradizione cremonese. Mi ispiro a diversi maestri del passato, come gli Amati, ma cerco anche di ripercorrere i passi di Stradivari, come fanno in tanto in questo mestiere. Ma apprezzo molto lo stile di G. B. Guadagnini e di recente ho provato anche ad avvicinarmi a Pietro Guarneri da Mantova.

 

Sa già cosa esporrà a Cremona Musica?

Certo: porterò due violini (uno barocco ispirato a Niccolò Amati e uno moderno basato su un modello di Pietro Guarneri), una grande viola (42 centimetri di lunghezza, adoro le grandi viole) e uno dei miei ultimi violoncelli, un modello Giuseppe Guarneri, che ho creato l'anno scorso durante il lockdown.

 

Quali opportunità offre Cremona Musica a un'attività come la sua?

Cremona Musica è nota in tutto il mondo ed è quindi un appuntamento imperdibile? Inoltre quest'anno si terrà anche il concorso "Triennale" di liuteria, che contribuirà a portare molti musicisti e visitatori a Cremona. Sarà una grande eccasione per me per mostrare il mio lavoro e cercare di entrare in contatto con musicisti e amanti della musica da molti paesi.