Storia di un Guarneri ritrovato in soffitta

Scoprire che il violino ritrovato in soffitta è un autentico capolavoro risalente all’età dell’oro della liuteria cremonese è il sogno di ogni musicista e appassionato. Ed è quello che è successo pochi giorni fa in una località rimasta top-secret, dove un cittadino ha fatto analizzare un vecchio violino per scoprire che si trattava di un Giuseppe Guarneri (padre di Guarneri del Gesù), risalente all’inizio del diciottesimo secolo.

Ma come si fa ad assicurarsi che il violino sia realmente un capolavoro antico? Ci si affida alla dendrocronologia, tecnica che permette di datare il legno grazie all’analisi degli anelli.  “La dendrocronologia oltre alla datazione, può aiutare a identificare la provenienza del legno e fornire dettagli tecnici sulla larghezza e regolarità degli anelli”, spiega a Il Giorno Bernabei dell’Istituto di bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IBE).

In questo caso l’ultimo anello presente sulla tavola armonica si data con certezza all’anno 1696, corrispondente al periodo d’oro della liuteria classica cremonese. In un secondo momento, il confronto con gli anelli di accrescimento misurati su uno strumento di attribuzione certa e documentata ha consentito di ipotizzare l’attribuzione del violino a Giuseppe Guarneri filius Andreae, padre del famoso Guarneri del Gesù. Le ricerche sono state poi approfondite da un punto di vista tecnico e stilistico grazie anche all’aiuto di esperti di caratura internazionale che hanno confermato la scoperta”, ha specificato il ricercato.

Il confronto diretto con altri strumenti dello stesso liutaio ha consentito di individuare un violino ‘gemello’ anch’esso di proprietà privata, costruito con certezza da Giuseppe Guarneri, identico in tutto e per tutto: caratteristiche costruttive e uso di legno dagli stessi tronchi”.