Presente e futuro di Trinity College London, l’ente certificatore della musica

Nel 2013 Il Trinity College London ha inaugurato i suoi esami di musica in Italia proprio a Cremona Musica. Da oltre un secolo sono attivi come ente certificatore nel campo non solo della musica, ma anche delle arti performative  e della lingua inglese. La missione di Trinity è ispirare docenti e studenti attraverso la creazione di contenuti e forme di valutazione stimolanti e appaganti alla portata di tutti in grado di far sviluppare le abilità necessarie nel mondo di oggi. Abbiamo parlato con Emiliano Valtulini, Coordinatore Promo & Marketing di Trinity College London in Italia , per scoprire i loro nuovi progetti nel campo dell’educazione musicale e della solidarietà.

 

Intanto presentiamoci. Per chi non lo sapesse, cosa è il Trinity College London e quali sono i suoi progetti nell'ambito della musica?

Siamo un ente certificatore che eroga in oltre 60 paesi esami e qualifiche dal 1877, inizialmente per la musica, poi anche per le arti performative e per la lingua inglese, che è l’ambito per il quale siamo maggiormente conosciuti in Italia. Dal 2012-2013 però anche nel nostro Paese abbiamo introdotto le certificazione di musica, presentate proprio nell’edizione 2013 di Cremona Musica, quando ci fu il lancio internazionale degli esami rock & pop.

Inoltre siamo una charity educativa, con una storia di importanti progetti di solidarietà legati alla musica e non solo. Nel 2009 ad esempio abbiamo finanziato un laboratorio musicale da 60.000 euro a L’Aquila, colpita dal terremoto, e durante il lockdown di questa primavera abbiamo fornito progetti di edutainment (istruzione e intrattenimento) per i bambini e i ragazzi di diverse età. Offriamo anche gratuitamente supporto ai docenti, con lezioni live, approfondimenti sugli esami, anche via zoom.

 

Cosa vi differenzia dalle scuole di musica?

Le scuole di musica erogano corsi, noi no, valutiamo solo gli obiettivi raggiunti in modo oggettivo e uniforme in tutto il mondo, con diversi gradi, anche diplomi di alta formazione. Una scuola può comunque collaborare con noi per i suoi esami. Al momento per la musica abbiamo tre tipi di esami:  jazz-classica, rock & pop, e teoria della musica.

 

Qual è il vantaggio di una certificazione Trinity?

In quanto certificazione internazionale, inserita anche nel quadro europeo delle qualifiche, è riconosciuta ovunque, anche fuori dal nostro Paese. È servita a nostri ex esaminandi per entrare in grandi orchestre straniere, o in università all’estero. E’ riconosciuto come strumento per motivare l’apprendimento della musica per gli studenti.

 

Nel 2019 a Cremona Musica avete presentato anche un nuovo progetto pilota. Di cosa si tratta e che riscontri state avendo?

L’obiettivo è valutare l'impatto che le certificazioni hanno nell’apprendimento della musica, in ogni scuola, dalla primaria alla secondaria. Vogliamo capire come uno studente raggiunge un “Grade 5”, ad esempio, in Italia o all’estero, come influisce nel suo percorso. Abbiamo un campione 21 scuole, ma ora il Comitato Nazionale di apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti del Ministero dell’Istruzione ha fatto un nuovo appello e speriamo di inserire altre scuole nel progetto. I primi riscontri sono stati positivi, ma per via del lockdown ci siamo dovuti fermare .

 

Nel 2013 il battesimo del Trinity in Italia è avvenuto proprio a Cremona Musica, come mai questa scelta?

Perché da una nostra ricerca è la fiera più importante per la musica, incentrata sul mercato degli strumenti, ma anche con un occhio formativo. Inoltre la nostra collaborazione con Laura Rossi, ospite da tempo di Cremona Musica con Schott, ha facilitato la scelta.


Che occasioni offre Cremona Musica per voi?

Abbiamo l’opportunità di incontrare negozi di musica – d’altronde siamo anche editori – che a loro volta possono essere promotori dei nostri esami e promuovere la cultura della certificazione. Inoltre incontriamo scuole, docenti... Ci permette di farci conoscere ad un pubblico ampio e interessato ai nostri servizi.


Quali sono i vostri progetti per il futuro?

La priorità è riprendere il progetto pilota, ma dopo l’esperienza del lockdown stiamo pensando a preparare degli esami digitali di musica con il nostro team di Londra.  Speriamo di poterlo presentare al prossimo Cremona Musica.