Il liutaio Piasentini: questa è un’epoca d’oro per la liuteria

Il liutaio Francesco Piasentini si è diviso negli anni fra la Facoltà di Ingegneria e il baco da lavoro. Due mondi che si combinano e gli permettono di comprendere la grandezza degli antichi liutai e di produrre lui stesso grandi strumenti ad arco. Aspettando di incontrarlo a Cremona Musica 2020, l’abbiamo intervistato per voi.


Come ha iniziato la sua attività?

Un giorno, nella bottega di un liutaio, ho visto delle foto con i vari passaggi della costruzione di un violino. Mi sono detto: questo è molto bello, e mi voglio mettere in gioco.

 

Da quel momento il violino ha avuto un'importanza sempre maggiore nella mia vita.

Il mio percorso non è stato proprio ortodosso, ma sono proprio tanti i colleghi arrivati alla liuteria dopo le più disparate esperienze professionali. Mentre mi laureavo in Ingegneria dei Materiali (con una tesi sull'abete rosso per le tavole armoniche) ho conseguito il diploma come operatore di Liuteria all'IPIALL di Cremona. Nei primi anni ho coniugato il mio apprendistato come liutaio con il lavoro di ricerca all'Università. Ad un certo punto (mentre diventavo papà per la prima volta) ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alla liuteria. Ho passato diversi anni come dipendente ed infine ho aperto il mio Studio.

 

Lei è anche laureato in ingegneria, come influisce questo sul suo lavoro e come differiscono queste competenze da quelle apprese dalla scuola di liuteria?

Negli ultimi anni della mia carriera sto mettendo insieme questi due mondi, apparentemente molto distanti. Sempre di più vedo che chi ci ha preceduto sono stati abili ingegneri, che hanno saputo progettare e realizzare un gran numero di ottimi strumenti. Poco è stato lasciato al caso e molto è stato frutto di una felice combinazione di esperienza ed intuizione. Dal 2014 mi occupo delle applicazioni della Tomografia Industriale agli strumenti ad arco, offrendo servizi di diagnostica per musei, collezioni private, liutai e musicisti. Mi piace lavorare al banco: permette di creare, riparare, ricostruire, affinare. Trovo sia molto terapeutico.

Allo stesso modo, la relazione con i musicisti e con i colleghi permette di crescere professionalmente ed umanamente. Siamo in un'epoca d'oro della liuteria. Mai come ora i musicisti hanno a disposizione strumenti costruiti per suonare bene e nel rispetto delle antiche metodiche costruttive. Uso molto la tecnologia, dalla selezione del legno fino al setup acustico di ogni mio strumento. Il responso finale spetta ai musicisti: i loro ritorni non fanno che incoraggiarmi a conoscere sempre meglio come funziona un violino (o viola, violoncello). Quando la differenza "si sente", è questo che “fa la differenza” nello scegliere uno strumento piuttosto che un altro.

 

Lei si ispira alla tradizione veneziana, quali elementi di questa tradizione troviamo nei suoi strumenti?

Venezia era "il centro del mondo" durante il periodo d'oro della liuteria. Epicentro di movimenti culturali e di flussi commerciali. La sua liuteria (a differenza di quella cremonese) non ha ancora una storia ben definita, e ha risentito di molteplici influenze stilistiche. Anche i miei strumenti sono il frutto di una costante evoluzione, basata sia sullo studio dei maestri del settecento che sullo scambio con colleghi di tutta Europa. Mi piace pensare al mio Studio come un "porto di mare", dove chi passa può prendere un'idea oppure lasciare qualcosa della sua esperienza.

 

Cosa consiglierebbe ad un giovane che si vuole avvicinare a questa professione?

Di iniziare: da una scuola, da solo, con la guida di un liutaio affermato.. lavorando con umiltà ed entusiasmo. Passo dopo passo troverà la sua strada, unica e diversa da tutti gli altri.

 

Qual è l’importanza di Cremona Musica nella sua attività?

La fiera di Cremona per me è un importante momento di incontro dove coltivare relazioni. Un luogo dove tanto è stato seminato e raccolto negli anni. Cremona Musica è un'occasione importante grazie alle persone che la vivono. Dove mi auguro di incontrarvi presto.