C. Fantasia, autrice di "Fisco amico" per musicisti: "Conoscere i propri diritti rende forti"

di Federica Colucci

Orientarsi nel labirinto di regole sulla fiscalità può essere davvero complicato, anche per un musicista. Per questo a Cremona Musica ospiteremo Carmen Fantasia, autrice di "Fisco amico" per artisti e musicisti, un libro che spiega in maniera semplice come orientarsi fra partita IVA, contributi, dichiarazioni dei redditi e deduzioni, senza farsi scoraggiare o andare nel panico. L'abbiamo intervistata per avere qualche anticipazione.

 

Prima di tutto, come nasce l'idea per questo libro?

L'idea di "Fisco Amico per musicisti è artisti", non è stata così immediata. E' dal 2006 che seguo il mondo dei creativi e dei musicisti nelle fiere e nei convegni. I miei interventi erano sempre seguiti da una marea di domande che richiedevano immediata soluzione e poca "filosofia". E' come quando una persona va da un medico e un problema di salute gli viene spiegato in maniera scientifica. Cosa succede? Il paziente esce avvilito e forse cambia medico perché necessita di una spiegazione più semplice e alla sua portata. Così è per i musicisti, hanno bisogno di essere "abbracciati", è importante far capire loro l'immediata operatività in campo fiscale, non solo, ma è altrettanto importante che questi professionisti (perché tali sono giuridicamente, per chi non lo sappia!), vengano seguiti da consulenti “empatici” che prendono a cuore le loro problematiche burocratiche e amministrative. A proposito di ciò viste le tante richieste di consulenze e di assistenza fiscale, ho deciso di collaborare con uno studio che sa lavorare con il "cuore", ma ancora non anticipo nulla finché non è chiuso il progetto. 

 

La serie Fisco Amico prevede già altre edizioni dedicate a “creativi” e “creativi in cucina”. Perché, per l’edizione 2018, la sua scelta è ricaduta sulla categoria “musicisti e artisti”?

Come vede il filone è sempre lo stesso: "l'anima creativa". Quando decido di scrivere un “manuale salva vita" della collana Fisco Amico, vuol dire che ho studiato e fatto un sondaggio sulla categoria lavorativa che andrò a trattare. I musicisti come i creativi, sono persone completamente assorbite a livello emozionale dal loro mondo lavorativo ed espressivo. Poco riescono a entrare in un linguaggio complesso come quello fiscale, a meno che non si utilizzi un linguaggio easy, come dico io: per i non addetti ai lavori! Il mercato librario è pieno di testi giuridici e fiscali che trattano i temi dei musicisti in maniera abbastanza ostica, perché rivolti ai professionisti del fisco. Mancava un manuale che con un linguaggio semplice spiegasse, ma sopratutto “risolvesse” ai musicisti i principali dubbi in campo fiscale. Proposi nel 2017 questo progetto a Laura Moro, energica direttore editoriale delle Edizioni Curci, regalandole una copia della quinta edizione di "Fisco amico per Creativi", che sbirciò velocemente. Mi disse: "mi piace, finalmente capisco qualcosa anche io (che detto da lei sembrava una presa in giro!), pubblichiamo Fisco Amico per musicisti e artisti!"...e così fu. Oggi, a distanza di un anno dalla sua prima edizione il libro è già un best seller.  Per chi si preoccupa dei continui aggiornamenti di legge, con la Curci abbiamo risolto anche questo. Nella seconda di copertina è presente uno scratch code che rivela un numero univoco che permette di registrarsi gratuitamente alla Curci dove è presente il libro "Fisco Amico per musicisti e artisti". Qui si possono scaricare tutti gli aggiornamenti relativi al libro, che pubblico man mano che escono.

 

Il libro è affiancato anche da un sito web che permette, in uno slancio di innovazione, consulenze personalizzate via Skype. Quali sono i dubbi più frequenti che le vengono rivolti?

Lei si riferisce al mio sito www.fiscoamicopertutti.it dove alla voce "Catalogo prodotti" c'è la possibilità di prenotare delle consulenze on-line via Skype. Sì, sembra un'innovazione, ma è un metodo molto veloce per avere delle soluzioni ai problemi fiscali e ai dubbi circa la propria attività, da parte di esperti nel campo. L'idea della consulenza on-line mi è venuta frequentando le fiere. Non posso essere presente ovunque per cui ho sentito il bisogno di trovare una soluzione per essere vicini nell'immediato e Skype mi dà una mano. Le domande più frequenti riguardano l'agibilità durante gli spettacoli, i versamenti ex Enpals oggi Gestione Separata INPS, come lavorare senza partita Iva con volumi d'affari ridotti, il regime forfettario, se si può essere dipendente e affiancare una p. Iva da musicista...e tanto altro.

 

Cosa consiglia ai giovani d’oggi per combattere la disinformazione dovuta alla difficoltà e ostilità della burocrazia italiana? Come ci si può informare adeguatamente senza prendere una laurea in economia?

Semplice, la materia fiscale è un argomento che per un verso o un altro nella nostra vita dobbiamo affrontare. Tutti pagano le tasse (almeno così dovrebbe essere!), tutti godono di detrazioni, tutti hanno a che fare con una successione...possiamo continuare l'elenco per un'altra ora, ma vi risparmio la noia. Il suggerimento è che di regola le informazioni fiscali basic, dovrebbero essere inserite nell'insegnamento dei conservatori nell'ultimo anno del percorso di laurea (cosa che sto proponendo personalmente a più di un conservatorio). Dare consapevolezza al musicista delle sue potenzialità lavorative e contrattuali non è cosa da sottovalutare. Conoscere i propri "diritti" ma anche i propri "doveri", rende forti nello svolgimento della propria attività professionale…fa camminare a testa alta!

 

Come si colloca l’Italia rispetto ad altri paesi europei per la tutela fiscale dell’artista, in particolar modo del musicista?

Tutti crediamo che i musicisti e gli artisti in genere, siano delle categorie a parte, dal punto di vista fiscale. Niente c'è di più sbagliato.  I musicisti, se decidono di lavorare in autonomia, sono dei professionisti a tutti gli effetti e come tali hanno lo stesso trattamento fiscale di colleghi in altri ambiti di lavoro autonomo. Il vero buco nero è la mancanza di un Albo professionale dedicato a musicisti e artisti in genere. Questa sarebbe l'innovazione che farebbe la differenza! Come farebbe la differenza avere una Cassa pensionistica di appartenenza (come era un tempo con l’Enpals)...chissà, forse qualcosa potrebbe muoversi, ma accadrà solo se le categorie interessate sono informate.

 

Concludiamo chiedendole, come è entrata a contatto con la realtà di Cremona Musica e quali aspettative ha a riguardo?

Cremona Musica per me è "necessaria", è la realtà in cui io posso incontrare centinaia di musicisti con cui posso parlare e confrontarmi circa i loro problemi fiscali. E' la realtà da cui nascono le mie masterclass presso le accademie e le scuole di musica, spero a breve nei conservatori. Qui incontro persone che chiedendo aiuto possono spesso trovare una soluzione in un breve colloquio. Come ci riesco? Semplice, ho un’anima creativa anche io. Senza questo non riuscirei mai ad avere empatia con il mondo degli artisti. Cosa aspettarmi da Cremona Musica? Incontrare qualcuno che creda nell'informazione della materia fiscale relativa alla professione di musicista e mi aiuti ad introdurla come materia curricolare nelle scuole e nei conservatori, perché solo così si potrà dare speranza ai nostri figli, futuri musicisti e organizzatori di eventi. Si deve far capire loro che non si deve lavorare in nero e per pochi euro, ma che sono dei veri professionisti che non stanno sul palco esclusivamente per riempire i locali solo di gente che fa impennare le consumazioni.