Monzino (Dismamusica): "Ci sono dati incoraggianti per il mercato dello strumento musicale"

Il 29 settembre Cremona Musica ospiterà il Forum Nazionale dello Strumento Musicale, un momento di riflessione sullo stato di questo settore economico così caratterizzante per il nostro paese. Punto di partenza sarà il consueto e attesissimo Osservatorio Dismamusica, il dettagliato report sulla salute del settore dei negozi di musica. Per avere alcune anticipazioni (i dati saranno resi noti solo a Cremona Musica) abbiamo parlato con Antonio Monzino, presidente di Dismamusica, l’associazione italiana che rappresenta il mondo della produzione, della distribuzione e della vendita degli strumenti musicali.

 

Dott. Monzino, prima di tutto, cosa ci dice il report di quest’anno?

Come ogni anno abbiamo certato, insieme all’Università Cattolica di Milano e al Professor Antoldi, partner di questa iniziativa, di aggiungere nuove informazioni, creando un report sempre più approfondito. Rilevare solo il numero degli strumenti musicali venduti e la loro divisione in famiglie sarebbe riduttivo, anche perché oggi con il mercato online è difficile reperire questi dati. Possiamo però stimarli. I dati dei negozi ci dicono che c’è una leggera flessione, dopo la moderata crescita dello scorso anno, ma bisogna tener conto del fatto che non abbiamo modo di rilevare il crescente mercato online. In questo report ci sono dati positivi: le esportazioni sono in aumento, il Made in Italy è sempre più sinonimo di qualità per gli strumenti musicali, ma soprattutto trovo incoraggiante che le scuole di musica siano tutte al completo e nella scuola dell’obbligo le richieste di apprendere uno strumento musicale, sono superiori all’offerta che il sistema può dare con l’attuale ordinamento. I genitori stanno iniziando a comprendere l’importanza della musica nell’educazione dei giovani, con benefici su tutta la vita della persona.

 

L’educazione alla musica è un passaggio fondamentale per il mercato.

Sì, e fortunatamente stiamo assistendo ad un importante cambiamento, sul quale siamo arrivati in ritardo rispetto al resto del mondo. Un tempo in Italia si studiava musica quasi solo per diventare musicisti, e per questo si compravano pochi strumenti. Diciamo che l’80% degli strumenti venduti erano per uno professionale, e il 20% per uso amatoriale. Oggi questa percentuale si sta gradualmente invertendo, perché è cresciuto l’uso amatoriale anche se ancora molto lontano da quanto avviene in molti Paesi a livello internazionale. Si è capito che si può studiare musica anche solo per passione, e ciò ha degli effetti positivi sulla vita e sulla società multiculturale odierna. Suonare insegna a stare insieme, a comunicare, a lavorare in gruppo. Ci sono ricerche che testimoniano i benefici della pratica musicale sulla salute delle persone sia nella prevenzione che nel contrasto a patologie anche gravi, così come ha un’efficacia provata nella lotta alla microcriminalità, all’abbandono scolastico ed al bullismo.

 

Al vostro forum parteciperanno molti esponenti delle istituzioni, cosa chiederebbe a loro?

Ho appena parlato dei benefici che ha la musica sulla persona, che in qualche modo ricordano quelli che ha l’attività fisica. Non si capisce come siano previste deduzioni fiscali per la frequenza in palestra ma non per i corsi di musica. Oppure un’IVA agevolata, in quanto prodotto culturale, darebbe un segnale di civiltà e di cambiamento.  In Portogallo c’è un’IVA agevolata dal 2018 avendo riconosciuto allo strumento musicale il ruolo di prodotto culturale. Io penso che i negozi di musica siano luoghi di cultura e vadano trattati come tali.

 

Il negozio di musica oggi soffre la concorrenza dell’online, cosa trovano i consumatori su internet che non troverebbero in negozio?

È una tendenza che riguarda molti settori economici, non solo il nostro. Spero che l’utilizzo delle nuove tecnologie, che hanno cambiato il nostro modo di vivere, non cancellino completamente le relazioni interpersonali, perché ciò porta all’isolamento esattamente l’opposto di ciò che avviene con il fare musica insieme. Le persone su internet sono attratte dai prezzi, ma si perde molto altro. Chi si ritrova in un negozio fisico incontra persone che hanno gli stessi valori e la stessa voglia di suonare, crea rapporti di fiducia, riceve consigli, viene accolto e fidelizzato. La parte acustica soffre di meno, perché un musicista difficilmente compra uno strumento acustico senza averlo ascoltato e provato.

 

Cosa possono fare i rivenditori, oggi, per rilanciarsi sul mercato?

La soluzione non è una sola e non è facile. Guardando ai buoni esempi, alcuni si sono strutturati anche nel commercio online con buoni risultati, altri si riuniscono in cooperative, ma queste sono solo alcune delle risposte possibili. Nei grandi o piccoli negozi si devono offrire servizi, come lezioni, la possibilità di sfogliare liberamente metodi e spartiti, riparazioni, contatti con gli insegnanti, spazi dove fare musica.  Il cliente deve essere accolto in ambiente stimolante, con il sorriso, deve essere ascoltato e consigliato per un acquisto che sia adeguato alle sue esigenze, anche se non garantisce il miglior margine. Il cliente soddisfatto ritorna sempre …

 

Il luogo dove verrà presentato questo report non è casuale: Cremona Musica

Cremona è una città riconosciuta internazionalmente per la sua storia prestigiosa, ma anche per la capacità di farla rivivere ancora oggi. Penso che il nostro paese debba avere un polo nazionale dello strumento musicale, e questo deve essere Cremona. L’obiettivo è ritrovarsi qui a Cremona Musica ogni anno per pensare al futuro del settore, e lavoreremo come associazione per collaborare in modo assiduo, affinché nei prossimi anni oltre all’ampiamento della platea espositiva, con altre categorie di strumenti musicali, si creino momenti di informazione e formazione professionale per gli operatori.  Il successo e la crescita di una manifestazione fieristica oggi, sta nella sua capacità di offrire al visitatore professionale, proposte innovative e conoscenza che li aiuti a fronteggiare la trasformazione che il mercato impone.  Cremona ha tutte le carte in regola per giocare questo ruolo.