AIARP, 50 anni dentro il pianoforte: intervista al presidente Luciano Del Rio

Questa domenica a Roma si festeggiano i 50 anni dell’AIARP, l’associazione accordatori e tecnici di pianoforte italiani. I festeggiamenti continueranno anche a Cremona Musica, dove l’AIARP è di casa, dato che collabora da sempre all’organizzazione di Piano Experience. Per saperne di più abbiamo intervistato Luciano Del Rio, dal 1995 presidente di AIARP.

 

Come è nata l’AIARP?

AIARP è nata a Bolzano il 16 maggio 1969. Il signor Hanz Folman, un tecnico di pianoforte, andò a Berlino ad un congresso di Europiano, l’associazione che raccoglie i tecnici di pianoforte europei. Quando tornò ritenne che se i tecnici italiani si fossero riuniti in un’associazione ne avrebbero tratto vantaggio. Riuscì a riunire a Bolzano il 16 maggio 1969 i tecnici italiani e quel giorno stesso decisero di fondare l’AIARP, con 27 aderenti iniziali e Luciano Storti presidente. Lo scopo è ed è sempre stato quello di riunire i tecnici per creare una forza in campo musicale. Molti tecnici bravi erano soli, non avevano possibilità di confrontarsi e dialogare, grazie ad AIARP hanno partecipato a congressi, confronti, aggiornamenti, e sono cresciuti.

 

Quali sono i maggiori risultati ottenuti dall’AIARP in 50 anni?

Intanto siamo riusciti a riunire 160 tecnici, tra i quali Angelo Fabbrini, il più bravo che abbiamo in associazione, che accorda per tutti i più grandi pianisti mondiali. Con i corsi e i convegni che abbiamo organizzato abbiamo elevato il tasso tecnico della professione in Italia. Gli italiani sono molto considerati e apprezzati all’estero, ancora più che in Italia. Purtroppo in Italia le istituzioni non ci riconoscono come professione, ci considerano artigiani. Mi piacerebbe che lo Stato creasse un albo professionale apposito e delle scuole.

 

Come fa un giovane oggi ad entrare nella professione?

Ricevo tante telefonate di genitori che chiedono questo per i propri figli pianisti o appassionati. Scuole non ce ne sono, diventare apprendisti in una bottega oggi è difficile. Io consiglio di seguire i nostri corsi, oppure di andare in Francia o in Germania per fare i corsi che danno l’apposito patentino. Noi abbiamo creato un esame per entrare nell’AIARP, uno di primo livello che consiste nell’accordatura di un pianoforte verticale e uno di secondo livello che si ottiene accordando correttamente un pianoforte a coda. Noi accogliamo i giovani bravi e siamo consci del fatto che in questa società servono sempre più tecnici specializzati.

 

Come festeggerete i 50 anni?

Non ho perso l’occasione per festeggiare alla grande. Non con brindisi, ma facendoci conoscere nel campo musicale e dimostrando che siamo vivi e in crescita. Ho realizzato il mio sogno di far scrivere un libro sulla nostra storia, “Dentro il pianoforte”, edito da Curci, con anche molto foto. Il 19 maggio festeggiamo a Roma al Parco della Musica dell’Accademia di Santa Cecilia. Prima ci sarà un incontro tecnico con Angelo Fabbrini e poi si apre l’Accademia a tutti per premiare i fondatori ancora viventi, i soci onorari, come Franco Scala, Michele Campanella, Paolo Fazioli e molti altri. E poi premieremo i nostri sostenitori.

 

In vista di Cremona Musica cosa dobbiamo aspettarci?

A settembre faremo prima un corso a Cavalese e poi saremo sicuramente a Cremona, dove celebreremo degnamente la ricorrenza, anche per chi non è potuto venire a Roma. Abbiamo già in mente qualcosa, ma dobbiamo ancora definire i dettagli. Cremona Musica per noi è un appuntamento immancabile, da anni collaboriamo a Piano Experience per creare un evento unico. Amo Cremona, mi sento a casa.