Alla scoperta di J & A Beare, l’azienda che compra e vende gli Stradivari

Da 127 anni J & A Beare si dedica ad una nobilissima missione: salvaguardare il nostro patrimonio di grandi strumenti musicali per le future generazioni. Per decenni hanno trattato i migliori strumenti del mondo, inclusi quelli di Amati, Bergonzi, Guarneri del Gesù e Stradivari, restaurandoli e trovando un modo per far incontrare i grandi investitori e i musicisti di più grande talento. Molti dei più grandi musicisti del passato e contemporanei sono entrati in possesso dei loro strumenti grazie a Beare, compresi Joshua Bell, Janine Jansen, Kyung Wha Chung, Vadim Repin, Julia Fischer, Nigel Kennedy e molti altri. Grazie alla loro abilità sono diventati anche l’unica azienda nel campo delle belle arti ad essersi guadagnata il Queen’s Award for Enterprise and International Trade.

Nell’attesa di incontrali a Cremona Musica 2019, abbiamo intervistato Simon Morris, coproprietario e direttore esecutivo dell’azienda, per saperne di più sulla loro attività.

 

 

Sig. Morris, Come è iniziata la storia di J & A Beare, e come siete entrati nell'azienda?

J & A Beare Ltd. è stata fondata nel 1892 e si è presto affermata come uno dei principali dealer di Londra. Nei decenni successive l’azienda si è guadagnata una reputazione a livello mondiale per la sua competenza, sia nelle certificazioni che nelle riparazioni, attraendo musicisti da tutto il mondo. La nostra reputazione non ha mai smesso di crescere e ancora oggi musicisti, investitori e collezionisti vengono a trovarci nella nostra sede a Marylebone, alla ricerca dei migliori strumenti e dei più fidati servizi. Dopo essere stato un violoncellista di livello internazionale ho fondato l’azienda di violini Morris & Smith con Steven Smith, poi nel 1998 la nostra attività si è fusa con Beare. Dal 2012 siamo proprietari unici e direttori di Beare, a seguito del pensionamento degli altri partners dell’attività.

 

Qual è il ruolo di J & A Beare all’interno del processo di vendita e che servizi offrite principalmente?

Siamo coinvolti in ogni singolo passaggio del processo di vendita, quindi il nostro è un servizio completo. Dal momento in cui valutiamo uno strumento od un archetto, durante l’acquisizione o la consegna al fine di rivenderlo, durante la sua preparazione e la messa a punto, fino alla vera e propria vendita. Inoltre offriamo servizi di valutazione, stima, certificazione, ma anche incrinatura, riparazione e restauro. Allo stesso tempo sponsorizziamo e sosteniamo musicisti ed eventi musicali in tutto il mondo. Nel 2011 abbiamo anche fondato la Beare’s International Violin Society e, da allora, abbiamo fatto incontrare con successo molti generosi mecenati in possesso di strumenti con tanti musicisti di talento.

 

Dove vendete maggiormente i vostri strumenti?

Da molti anni la compravendita di grandi strumenti ad arco è un commercio mondiale, con strumenti, musicisti, acquirenti, venditori, investitori e collezionisti che si inseguono attraverso tutti i continenti. J & A Beare è stata un pioniere nella maggior parte dei mercati, e continuiamo a essere presenti in Europa, Nord America e, sempre di più, in Cina e nel Sud-Est Asiatico.

 

Che tipo di cliente è quello che acquista strumenti molto costosi, oggi?

La crescente domanda e la disponibilità limitata di strumenti di pregio ne ha fatto crescere il prezzo, oggi fuori dalla portata della maggior parte dei violinisti. Di conseguenza recentemente il mercato si è spostato nella direzione dei grandi investitori, collezionisti e fondazioni che hanno le capacità finanziarie per comprare strumenti e l’illuminata generosità di prestarli a musicisti meritevoli.

 

Avete venduto anche un Guarneri del Gesù da 16 milioni di dollari, come avviene la vendita di uno strumento così prezioso?

Questo tipo di vendite, come altre simili, richiedono una grande quantità di attenzioni, premure e tempo per assicurarsi che tutte le parti coinvolte siano soddisfatte del risultato.

 

Voi restaurate anche gli strumenti che vendete, ma su strumenti così preziosi e antichi che genere di intervento si fa solitamente? O si cerca di intervenire il meno possibile?

Quando è possibile il nostro laboratorio limita il suo intervento alla conservazione dell’esistente. Quando è necessario intervenire lo facciamo con coerenza e rispetto nei confronti della costruzione, dello stilo e dei materiali originali.

 

Cosa vi aspettate dalla prossima edizione di Cremona Musica?

La fiera è sempre stata una tradizione nel nostro calendario, un’entusiasmante occasione per vedere vecchi amici e farne di nuovi. Speriamo che nel 2019 Cremona Musica continui a farci incontrare con sempre più visitatori con cui condividere il nostro amore per la musica.

 

 

Photo credits: J & A Beare Ltd., all rights reserved